28/02/05
Si fa a gara a chi ce ne ha di più, e alcuni di essi (come quello che sancisce l’ingresso fra gli eletti della blogbar) sono motivo di vanto perpetuo. Nessuno però (tranne me) ne comprende appieno lo scopo: sono gli antipixel, i bottoncini, quei rettangoli 15×80 px che ogni buon blogger esibisce con orgoglio nella propria colonna laterale. Le blogstar (quali voi vorreste diventare) hanno un comportamento ambiguo nei loro confronti: da un lato c’è chi, come Personalità Confusa e The Petunias, per non intaccare la propria coerenza stilistica (o più semplicemente, perché se ne frega), non li inserisce, e al massimo linka a parole le comunità a cui è iscritto. Dall’altro c’è il resto del mondo, che gode nel vedere la propria colonnina riempirsi di striscette colorate e ne mette quante più possibili (le ultime degenerazioni: si narra di gente che, addirittura, si è fatta fare l’antipixel per esser stata nominata ai Poverino’s). L’unico scopo dei bottoni, infatti, è di abbellire la colonna laterale, allungandola e riempiendola di materiale, a cui nessuno s’interesserà mai, ma che offre una spettacolare resa grafica. Non dimenticando, comunque, che l’iscrizione ad aggregatori e motori di ricerca (cui essi fanno riferimento) porta moltissimi accessi.
Gli aggregatori più importanti, quelli che non devono assolutamente mancare nella vostra lista, sono due: fuffa e blog-aggregator 3 (chiamato in gergo “il filter”*). Gli altri, diciamolo, sono pressoché inutili e portano in media (tutti insieme) due o tre accessi al mese, di persone straniere che capitano per caso nel vostro blog e non ci torneranno mai più. Tra essi, comunque, si distingue, come mezzo per racimolare qualche accesso fasullo nei periodi di crisi, Blog Italia. Ma analizziamo insieme le condizioni per una prestazione ottimale degli aggregatori.
Fuffaggregator L’unico problema di Fuffa è che l’autorizzazione tarda un po’ ad arrivare. Nel momento in cui arriva, però, vedrete i vostri accessi schizzare: se ben sfruttato, infatti, è l’aggregatore più munifico in assoluto. Perché ciò avvenga dovrete: - aggregare più volte uno stesso post, preoccupandovi di cambiare il titolo. In questo modo, non solo allargherete il bacino d’utenza (gli utenti della mattina sono raramente gli stessi del pomeriggio), ma farete cadere nel tranello anche chi, magari, aveva già cliccato sul link la volta precedente. L’inconveniente è che i lettori di quest’ultima categoria vi lasceranno, quasi sicuramente, o un commento acido del tipo: «Che pezzente! L’hai aggregato più volte», oppure uno paternalista del tipo «Guarda che ti ho pescato, eh! È la quarta volta che aggreghi il post in fuffa!». Voi, a questo punto, non lasciatevi prendere dal panico, né dal nervosismo: rispondete pacatamente che, sì, è vero, ma che male c’è? Volevate avere il maggior numero di pareri possibili, per la questione illustrata, a cui tenete moltissimo, accidenti se ci tenete. Stima assicurata e lettore guadagnato. - aggregare anche i post cretini, quelli di una riga che avete buttato lì per caso (es: “Merda, oggi sono a pezzi”) e che dopo un’ora verranno scalzati da un altra interessantissima digressione. - scrivere titoli allettanti, ossia, fare espliciti riferimenti sessuali. Ogni appiglio è buono, e non preoccupatevi troppo della coerenza col vostro testo. Ad esempio, se avete appena scritto un post sull’arresto di Saddam Hussein (decisamente in ritardo sui tempi), il titolo in fuffa sarà: “Saddam s’incula Bush senza profilattico” o, ancora meglio, “Monica Lewinski fa un pompino a Saddam”. Per il post di una riga citato nel paragrafo precedente, invece, un “Non si scopa abbastanza” può andare più che bene.
Blog Aggregator 3 Questo aggregatore, dalla veste più ufficiale e seriosa, mal si presta ai trucchetti di fuffa. Esistono però anche qui alcuni blandi giochini che meritano d’essere citati. Ricordatevi, però, che sono da utilizzarsi come risorsa estrema, per una giornata particolarmente povera d’accessi, e non come regola quotidiana: - segnalazione dello stesso post in due categorie, sfruttando il fatto che è sempre difficile trattare chiaramente un solo ed unico argomento. Prendiamo di nuovo l’esempio di Saddam: potrete segnalare il post sia in Politica_estera, sia in Televisione_riviste_giornali, o anche in Medicina_ortodonzia_odontoiatria se magari avete insistito un po’ con i particolari del celebre “esame dentale”. - segnalazione ripetuta, nella stessa categoria. Avviene quando cliccate più volte di fila sul pulsante “aggrega”. In questo modo, il vostro post comparirà a ripetizione ed attirerà sicuramente l’attenzione di un gran numero di utenti, finché il titolare di Bookcafè se ne accorgerà e, pensando a un problema di funzionamento del vostro server, cancellerà le segnalazioni in eccesso. - riferimenti alle blogstar nei titoli o sottotitoli. Il filter, infatti, è popolato da bloggies pettegole impazienti di sentir (s)parlare dei loro idoli.
Utilissimo inviare la propria foto al face rolling, in quanto molti blogger l’hanno inserito nel template, aumentando così la possibilità che qualcuno clicchi sulla vostra faccia perché vi trova simpatico o - improbabilmente - sexy.
Blogitalia Funzionamento di Blogitalia in punti: 1. iscrizione del blog; 2. segnalazione del fattaccio in un post, e velata richiesta di voto (”Ehi, avete visto? Mi sono iscritto anch’io a blogitalia :-D”); 3. voto automatico da parte vostra: un 10 al giorno se avete fastweb, tante volte quante vi connettete se avete il modem; 4. voto automatico da parte degli altri iscritti che, vedendo il proprio blog calare di posti in classifica, vi assegnerà un 1; 5. ripetizione dei punti 3 e 4 in loop infinito, o fino a quando non vi stancate. Il merito di blogitalia è che per votare un sito, bisogna per forza fargli un accesso. Perciò, quanto più strenua sarà la vostra battaglia del voto, quanti più accessi (di gente che mira unicamente ad abbassarvi la media) riceverete.
*Non azzardatevi nemmeno a chiamarlo Blogaggregator, o BA3, oppure, ancora peggio, Bookaggregator (storpiando il nome dall’url del sito): vi prenderanno per sfigati.
attenzione!
Se anche tu vuoi diventare una blogstar, cosa aspetti, inserisci nel tuo blog uno di questi due stupendi bannerini: clicca su ognuno per vedere il codice da incollare (per versioni personalizzate, scrivete qui; attualmente on line la pink e la white version).
27/02/05
Nonostante il cocente insuccesso di qualche settimana fa, ritorno imperterrita con un altro quiz domenicale, prendendo le parti del vostro amatissimo Antonio Bois (ammiratrici, party letterari ed interviste lo impegnano persino di domenica). Si parla di musica, ovviamente. Non proprio, ma quasi. Voi tutti avrete riconosciuto, nella copertina qui riprodotta, uno dei più grandi successi discografici degli anni ‘90. Ebbene: non voglio sapere il titolo dell’album, né gli autori, perché qualsiasi persona nata prima del 1990 li conosce entrambi. Voglio che mi diciate: 1- nome, cognome e professione dei cinque simpatici individui che, per un giorno, hanno accettato di sostituirsi agli originali; 2- il nome dell’opera a cui allude il titolo dell’album (nel caso non riusciate a leggerlo: Fisici da Spiaggia).
*clicca sull’immagine per la versione miopia*

Al vincitore manderò la masterizzazione dell’opera a cui alludo. Non è difficile, forza, aspetto le prime risposte.
26/02/05
Per i gentili lettori di Blogdiscount, ma soprattutto per Marco e Rebecca, ecco la traduzione di un racconto inedito in italiano (credo) di quel genio di Donald Barthelme (nell’attesa del superquiz domenicale della nostra musicologa).
Il primo disastro che la bambina ha combinato…
di Donald Barthelme
Il primo disastro che la bambina ha combinato è stato di strappare le pagine dai suoi libri. Quindi abbiamo stabilito una regola : ogni volta che strappava una pagina di un libro doveva stare chiusa in camera da sola per quattro ore. All’inizio strappava sì o no una pagina al giorno e la regola funzionava abbastanza bene, nonostante il pianto e le urla dietro la porta chiusa facessero venire i nervi. Abbiamo ragionato che questo era il prezzo da pagare, o parte del prezzo da pagare. Ma poi, a mano a mano che migliorava la sua presa, cominciò a strappare due pagine alla volta, il che significava otto ore chiusa in camera da sola, raddoppiando così la noia per tutti quanti. Ma non voleva smettere. Poi, col passare del tempo, sono arrivati giorni in cui strappava tre o quattro pagine, cosa che la confinava in camera per non meno di sedici ore al colpo, interferendo con un’alimentazione normale e preoccupando mia moglie. Ma sentivo che se hai fatto una regola, ti ci devi attenere, devi essere coerente, altrimenti loro si fanno idee sbagliate. Lei aveva circa quattordici o quindici mesi a quel punto.
Spesso, naturalmente, si addormentava dopo un’ora o due di strilli, ed era un toccasana. La sua stanza era molto carina, con un bel cavallo a dondolo di legno e praticamente un centinaio di bambole e di animali di pezza. C’erano un sacco di cose da fare in quella stanza se passavi il tempo da brava, puzzle e cose del genere. Purtroppo a volte quando aprivamo la porta, scoprivamo che aveva strappato più pagine da più libri mentre era dentro, e quelle pagine si dovevano aggiungere al totale, per essere onesti.
Il nome della bambina era Nata ballando. Abbiamo servito al bebè un po’ del nostro vino, rosso, bianco e nero, e le abbiamo parlato seriamente. Ma non è servito a niente.
Devo dire che stava diventando davvero in gamba. Ti avvicinavi, dove stava giocando per terra, in quei rari momenti in cui era fuori dalla sua stanza, e c’era un libro lì, aperto accanto a lei, e lo esaminavi e sembrava perfettamente a posto.
E poi lo guardavi più da vicino e trovavi una pagina che aveva un angolino strappato, sarebbe potuto facilmente passare per un normale segno di usura ma io sapevo che cosa aveva fatto, aveva strappato quell’angolino e se l’era ingoiato. Allora questo doveva contare, e infatti contava. Sono pronti a qualunque cosa pur di contraddirti.
Mia moglie diceva che forse eravamo troppo rigidi e che la bambina stava perdendo peso. Ma io le facevo notare che il bebè aveva ancora una lunga vita davanti a sé in un mondo dove ci sono gli altri, in un mondo dove ci sono tante tante regole, e se non puoi imparare a giocare secondo le regole, sarai lasciato nell’angolo senza una buona parola, evitato e emarginato da tutti quanti. Il periodo più lungo in cui l’abbiamo lasciata in camera sono state ottantotto ore consecutive, ed è finito quando mia moglie ha scardinato la porta con una leva, anche se la bambina ci doveva ancora dodici ore perché stava facendo fuori venticinque pagine. Ho risistemato la porta nei cardini e aggiunto una grossa serratura, una che si apriva solo se metti una carta magnetica in una fessura, e ho tenuto io la carta.
Ma le cose non miglioravano. Il bebè usciva dalla sua camera come un pipistrello dall’inferno e si precipitava sul libro più vicino, Buonanotte Luna o quel che era, e cominciava a strapparne le pagine a tutta birra. Voglio dire in dieci secondi c’erano trentaquattro pagine di Buonanotte Luna per terra. Più le copertine. Ho cominciato a essere un po’ preoccupato. Quando facevo la somma dei suoi debiti in termini di ore vedevo che non sarebbe uscita dalla sua stanza prima del 1992, se andava bene. Inoltre era parecchio smunta, d’aspetto. Non era stata ai giardinetti da settimane. Ci trovavamo più o meno con una crisi etica sul gobbo.
L’ho risolta dichiarando che andava bene strappare le pagine dai libri, e per giunta, che andava bene aver strappato pagine dai libri nel passato. Questa è una delle cose che danno soddisfazione nel fare i genitori, hai un sacco di mosse a tua disposizione, ognuna oro colato. Io e la bambina stavamo felici seduti per terra, uno accanto all’altra, a strappare pagine dai libri, e a volte, solo per divertimento, uscivamo per strada e sfasciavamo un parabrezza insieme.
(”The first thing the baby did wrong…” da Overnight to Many Distant Cities. New York: Penguin, 1983)
Preso di peso, e tradotto come veniva, da qui
(Prego, fatemi il culo, scatenatevi sulla traduzione, correggerò ove colto in flagrante.)
Il nostro Flickr, anatomia scannerizzata, festeggia oggi il traguardo delle dieci scannerizzazioni con un’esclusiva immagine, raffigurante il delizioso piedino della mitica Maury.
Una storia non priva di contestazioni (la scimmietta Kelly, che voleva a tutti i costi vedere pubblicata la sua coda) e clamorosi falsi, come l’ombelico di Camilla Lo - una foto ravvicinatissima, anziché una scannerizzazione - per cui però abbiamo fatto un’eccezione, vista la pregevole qualità del falso, che ha inizialmente tratto in inganno persino la nostra troupe di esperti.
Dal culo in bianco e nero di Marco Spada, di strada ne è stata fatta: passando per il gomito di Bois, oggetto di culto per numerose fan, il ciuffo bruno della Prof. Tomasevskij, sul cui ingrandimento è ben visibile una particella di purissima forfora, alle unghie stregonesche di Fran, senza dimenticare il piede di Crisalide, su cui si sono soffermati ben 98 feticisti: il record del flickr, quasi scalzato, comunque, dal polso tatuato di Jessica Benton.
Non sono certo mancate le perplessità, a noi della redazione, se pubblicare o meno le dita smangiucchate di Quasiblu, per esempio, ma soprattutto se davvero fosse opportuno esporre al pubblico ludibrio l’immagine quasi pornografica dell’orecchio informe di Manicangini.
Il nostro flickr è oggi una realtà in continuo (lento) aggiornamento. Mandateci qui le vostre anatomie, chiunque voi siate, timidi o esibizionisti, blogstar, aspiranti tali, o semplici stupidi bloggies. Ogni immagine verrà accolta con gaudio e pubblicata immediatamente, sia essa un pelo, un mento, una spalla o, ancora meglio - e siate coraggiosi, su - un bel paio di tette o di coglioni. L’importante, ricordatelo, è che siano scannerizzazioni dirette di una parte del corpo. Tutto il resto verrà cestinato.
(nel senso: conservato nella cartella Pippe sul desktop di Marco Spada, ma non pubblicato, ecco)
24/02/05
Dice lui, adesso che hanno tolto quella cosa brutta a fondo pagina, il copyright di italiaonline, dice che mica è finita, dice che devono ancora sistemare delle cose, che ne so per esempio, devono specificare (plin!) l’attribuzione dei brani ai rispettivi autori, pubblicare (plin!) i brani con le rispettive licenze chiaramente indicate, pubblicare (plin!) i brani senza alterazioni rispetto all’originale, richiedere (plin!) l’autorizzazione per la pubblicazione di brani di quei blog che non specificano la propria licenza d’uso, rispettare (plin!) la volontà altrui. Non ho capito però, di quale licenza parla.
Ma dai, su, queste cose qui tipo creative commons, ce l’abbiamo pure noi.
Sul serio, dici sul serio, vuoi dire che qualcuno davvero crede a quella puttanata della creative commons, sul serio, io pensavo fosse soltanto un bottoncino da incollare sull’html, sai no quando c’è un buco e non sai che cazzo metterci, tra un blogitalia e un bookaggregator, oh, vanno di gran moda i bottoncini sull’html, ma tu pensa, e di quali inviolabili garanzie sarebbe fautrice, questo simpatico bottoncino?
A quanto pare, la violazione che irrita di più, è il fatto che oltre ad essere modificati
Cosa, i post di Puliafito?
Anche.
Fantastico, già mi sorprende che qualcuno voglia copiaincollarli, i post di Puliafito, figurarsi, questi di libero devono essere alla frutta, senza neanche modificarli poi, e che, vogliono chiudere dopo due giorni, tu pensa quello, il miracolato, si lamenta pure.
Sì vabbè dicevo, oltre che modificarli, però, e questo lui lo considera (plin!) uno dei meriti più profondi della questione
Uno dei cosa?
Dei meriti più profondi della questione.
Scusa, stavo accendendo il forno. Vai avanti.
Dicevo, il problema è che i suoi (plin!) scritti, sono utilizzati, seppure indirettamente, a fini commerciali, procurando a libero (plin!) vantaggi di carattere economico, il tutto (plin!) senza autorizzazione, quando poi, tra l’altro, sembra che la creative commons impedisca un utilizzo di copyleft in questo senso.
Ah, adesso è tutto chiaro. Hanno preso un abbaglio. Sono davvero convinti che i loro post, ah no scusa com’è che hai detto sì, (plin!) scritti
O anche (plin!) brani.
Sì giusto che i loro brani, ecco sembra incredibile, ma è così, davvero sono convinti che valgano qualcosa, che debbano essere protetti da loschi pescecani in cerca di contenuti a costo zero. Altro che pescecani, benefattori, santi, ecco cosa sono. Be’ ma in fondo, niente di nuovo, no?
Credo sia una specie, sai come la chiamerebbe Puliafito, una (plin!) questione di principio, di correttezza. A lui non frega niente (plin!) della visibilità.
Che Puliafito abbia un modo diciamo così spericolato di considerare se stesso e le cose che fa, questo lo sapevamo, certo. Tu pensa che tragedia, prova solo a immaginarlo, povero Puliafito, se quelli di libero accogliessero le sue richieste senza batter ciglio, eliminando i suoi due posticini, potrebbe smettere di postare per un paio di giorni, o addirittura interrompere la lettura dell’ultimo bignami sull’opera omnia di orson welles, mio dio, è terribile.
Dovresti leggere la mail che ha mandato alla (plin!) spettabile redazione di libero
Scommetto che parlava ad un fantomatico Voi con la V maiuscola.
Esatto. Credo l’abbia scritta in ginocchio.
E scommetto che si conclude dicendo qualcosa tipo, oh però se aggiustate le cose oh non ve la prendete con me oh io continuate a prendermi in considerazione oh.
Sì, senza Oh, però sì, una cosa del genere, sarò (plin!) lieto ecc. ecc.
Io non vedo l’ora che metta online il suo cortometraggio.
Anch’io.
Quest’anno c’è il Festival di Sanremo. Voi mi direte: ma c’è ogni anno. Ebbene sì: avete ragione. Da tempo il festival non tira più, è risaputo. E allora, quest’anno i direttori artistici, gli organizzatori o chi per loro, hanno avuto la brillante idea di dividere i partecipanti in categorie. Si saranno detti: se funziona agli MTV Europe awards… Peccato solo che le divisioni, oltre che apparire arbitrarie (DJ Francesco che butta lì una band, giusto per entrarci) e anche piuttosto insultanti per quei cantanti inseriti nella categoria classic (i vegliardi), suonino ridicole anziché innovative.
Forse non lo sapevate, ma io, oltre ad essere un’esimia studiosa dell’oggetto blog, sono anche un’illustre e stimata conoscitrice dell’oggetto musica. Quindi, sfidando lo snobismo professorale di Antonio Bois e la vena porno-maniaco-depressiva di Marco Spada, io che sono sempre stata affascinata dal trash mediatico in ogni sua forma, affronterò per voi l’intera settimana canora, con vip, contorni e Clerici vari, per darvi una visione quanto più ampia ed esaustiva della gara.
Che ci fa Toto Cutugno al festival? Ne ha fatti una decina, di festival, ma non ha fatto altro. Ovunque, sui muri, ho visto affissi centinaia di poster degli artisti più sconosciuti: dagli Alunni del Sole a Gigliola Cinquetti fino ad arrivare ad un improponibile super tinteggiato Tony Dallara. Ma Toto Cutugno proprio non l’ho visto mai. Dev’essere una specie di animale che si riproduce solo all’Ariston, altrimenti non si spiega. Analogo discorso si potrebbe fare per Peppino di Capri. Ma lui almeno (secondo testimonianze arcane di mia zia), un tempo in balera andava forte.
Paola e Chiara, che delizia Il manifesto dell’insulsaggine in musica. Una volta si vestivano uguali, e almeno c’era il gusto di guardarle ed esclamare: “Ah! Povere sfigate! Si vestono uguali!” Poi si vede che devono averglielo detto, e hanno smesso di farlo. Finito tutto il senso della loro esistenza.
Per le parlano i suoi capelli Marina Rei o Antonella Ruggiero? La chioma più tristemente cascante dell’Italia pre-Berlusconiana o le trecce ingellate peggio abbinate ad un viso mai viste al mondo? Spero vivamente che cambino look, quest’anno. Sempre che non seguano i consigli dello stylist di Alexia: la poverina, già minuscola e capocciuta di suo, decide di accentuare quest’ultima caratteristica cotonandosi i capelli.
Un occhio ai giovani Noto che ultimamente vanno di moda i nomi simil-stranieri su cognome italiano del nord italia, e Max De Angelis è un testimone di questa tendenza. A parte ciò, a parte il ciuffo fucsia di una cicciona ridacchiante, a parte la canzone che ispira il titolo di questo post, null’altro da ricordare. Vorrei vedere quanti salotti si riuscirebbero a riempire con tutti i partecipanti sanremesi dimenticati degli ultimi dieci anni.
Digei Francesco Band L’anno scorso la sua canzone ha aperto il festival, e io ho chiuso la TV. Quest’anno non mi lascerò scoraggiare, lo prometto, nessun obbrobrio testuale (Tu eri l’ape io ero il miele / ciliegina sulla torta [...] fresca brezza del mattino / il primo squillo sul telefonino) o musicale o stilistico (nel senso di: capelli rasati a metà, coreografie assurde, ecc) riuscirà a scalfire la mia ferrea volontà di conoscenza. Guarderò il festival fino alla fine. Sentirete ancora parlare di Rebecca Tomasevskij.
23/02/05
Da oggi e per tutto il mese di marzo blogdiscount.org vi offre a prezzi imbattibili alcuni ricercatissimi gadget che non possono mancare nell’armamentario del Vero Blogger. Richidete la spedizione di uno o più prodotti all’indirizzo spada@blogdiscount.org. Un nostro addetto si recherà presso il vostro domicilio per ilustrarvi il funzionamento del prodotto desiderato, con gentilezza e disponibilità, senza obbligo d’acquisto. In più, oltre a poter usufruire, con un piccolo sovrapprezzo (minimo 5.50 euro), di una garanzia lunga fino a cinque anni, godrete in ogni caso (fino a due settimane dall’acquisto) della clausula soddisfatti o rimborsati.
*clicca sull’immagine per la versione miopia*
22/02/05
Ehm, ebbene sì, è vero. Greg Behrendt e Liz Tuccillo, rispettivamente consulente e sceneggiatrice per Sex and the city, lo dimostrano in questo librettino, il quale, come avviene talvolta con i librettini americani che sembrano solo cazzeggio e nulla più, è cazzeggio e qualcosa in più. Dice, con intenti morali e didattici alle donne, ‘ste povere illuse : “Guarda che, se lui non ti chiama al telefono, o se non ti chiede di uscire, o se non fa sesso con te, o se ti chiama solo per scopare, o se scopa con un’altra, o se sparisce, o se lo trovi egoista, dittatore, un mostro, ecco, una qualunque di queste evenienze significa solo una cosa : non gli piaci abbastanza. Tu, prendine atto e agisci in conseguenza. Stacci o mollalo, ma sappi come stanno le cose (irrimediabili).
Ora io ricevo un mucchio di e-mail. Stormi di ragazze di ogni forma e età si rivolgono a me per farmi partecipi dei loro piccoli problemi, dei loro cari dilemmucci, dei loro crucci sentimentali. Colgo dunque l’occasione per rispondere a qualcuna di loro e far approfittare voi della mia profonda saggezza :
Caro Antonio, Mi sono innamorata pazzamente di un uomo meraviglioso. Io e lui, però, viviamo in due mondi separati. Ogni volta che accenno alla convivenza, lui svicola. Io, per motivi di salute, non mi posso trasferire da lui. Devo aspettare che pian piano si convinca? Sirenetta, Copenaghen
Cara Sirenetta, Se ti amasse, nulla potrebbe trattenerlo dal seguirti ovunque. Tanto più quando di mezzo c’è un problema di clima o di allergia che ti impedisce di spostarti. Quindi, mi rincresce dirtelo, non gli piaci abbastanza. Cerca nel posto dove vivi qualcuno che saprà apprezzarti meglio.
Caro Antonio, Mi sono sposata di recente, ma dopo il periodo della luna di miele, mi sono venuti dei dubbi. Per mio marito, la vita si riassume nel tornare a casa ogni sera, fare una buona cena, assolvere al dovere coniugale, ed è contento così. Non ha voglia di elevarsi nella società. Non sogna una vita migliore. Secondo te, che cosa devo fare? Emma, Yonville
Cara Emma, Un uomo che ama veramente una donna sogna per lei la vita migliore. E’ chiaro che tu, dal suo punto di vista, rappresenti poco più di una comodità. La verità è che non gli piaci abbastanza. Ti consiglio di cercare intorno a te un uomo con ideali più alti e maggiore passionalità.
Caro Antonio, L’altro giorno, in chiesa, ho notato uno, non molto bello a dire la verità, che mi fissava con un’intensità indicibile. Mi sono informata. E’ un poeta, si chiama Francesco, e tutti dicono che sia molto intelligente. Da allora non faccio che pensare a lui (sono stufa di quei rozzoni che vogliono solo una cosa). Ma purtroppo, lui non si è più fatto vivo. Anzi, pare che si sia ritirato in solitudine. Che dici? Forse, è timido? Gli scrivo io per prima? Laura, Avignone
Cara Laura. Credimi, nessun uomo è così timido da rinunciare alla donna che gli piace veramente. Infatti, devi rassegnarti, non gli piaci abbastanza. Consòlati, da quel che mi dici, questo poetastro è chiaramente un velleitario. Ben altre cose ti aspettano!
Caro Antonio, Premetto che mi piacciono solo gli uomini molto più anziani di me (mio padre è morto quando ero piccolissima). Ora mia madre, per sbarcare il lunario, ha affittato una camera a un professore d’inglese. Non hai idea di quanto sia bello e affascinante! All’inizio, mi sembrava di piacergli, ma da un po’ mi sono accorta che anche mia madre ci ha fatto un pensierino, e lui sembra esitare tra noi due. Forse lo fa per non dispiacere alla mamma, per cortesia? Potrebbe essere, no? Dolores, Ramsdale (USA)
Cara Dolores, Ricordati innanzitutto che sei minorenne. Poi, se lui fa il doppio gioco, è certamente segno di brutto carattere, oltre che del fatto che non gli piaci abbastanza. Altrimenti, da vero innamorato, non riuscirebbe a fingere. Ti consiglio di pensare ad altro e di uscire con un ragazzo della tua età. Anzi, visto che sei in una situazione pericolosa, cerca di fidanzarti e sposarti quanto prima con un tuo coetaneo.
Caro Antonio, Non riesco a capire perché lui continui a dirmi sgradevolezze in pubblico, tipo che ho i capelli cotonati o che porto una disgustosa giacchetta. Ma forse lo fa per difendersi da una irresistibile attrazione? Lori, Roma
Cara Loredana,
Non posso risponderti, perché la persona di cui parli è uno dei rari esemplari maschili a non ragionare col cazzo, ma con le palle. Parlane con lui.
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