B l o g d i s c o u n t . o r g
manifesto | wannabe a blogstar | Marco | Rebecca | Antonio



26/10/05
“I miei lettori sono più furbi”
:: di Antonio Bois

18.15, un quarto d’ora in anticipo, ma è già troppo tardi. Sono in piedi in mezzo ai numerosi groupies di Bret (oh, ma è strano, sapete. Sono tutti un po’ uguali, 25-35 anni, aria un po’ gay un po’ nerd, mora con trucco pesante e denti bianchissimi con rossetto se di sesso femminile). Menomale, lui sta in cima alla scaletta, lassù, nello stesso identico posto dove tre settimane fa ho sentito Houellebecq.
E, va be’, non c’è paragone.
Lo presenta Severgnini Beppe, che a me sta sulle palle per la bonarietà scherzosa da maestro elementare. Però funziona, ok. Funziona molto meglio dei tre ingessati Ghezzi-Trevi-Giorello convocati per Houellebecq. Intanto perché fa gossip.
- Oh, Bret, se l’è presa con te, Jay McInerney, ho letto qua e là.
- Sì, ma abbiamo risolto tutto. Sì, se l’è presa molto soprattutto perché lo paragonavo a Jerry Lewis. Io gli ho detto che l’avevo trattato forse un po’ male nel romanzo solo perché temevo che un personaggio della sua statura, ehm, sì, mi oscurasse, quindi, lui si è rassicurato e adesso tutto bene.
- Uhm, ma dimmi, tra tutte le case editrici straniere che ti hanno fatto fare presentazioni in giro per il mondo, come la giudichi l’Einaudi, come la trovi?
- Ouh… Ehr… Mmmh… The better dressed?
(Confesso: sono scoppiato a ridere)

- E le recensioni? Cosa ne pensi delle recensioni ai tuoi libri?
(Qui comincia il tormentone della serata: a-me-non-me-ne-frega-niente-delle-recensioni)
- Mi ha fatto piacere quella di Stephen King su Entertainment Weekly*, perché King lo considero un mio maestro. Poi non capisco gli scrittori che gemono in continuazione su quanto sia duro e difficile e doloroso scrivere. Per me scrivere è fun, solo fun. Se non lo è, non lo faccio.
Ho sempre voluto scrivere qualcosa all’incrocio di vari generi e soprattutto della spy story. Quando ero piccolo leggevo Ludlum [dietro di me, led cosa? ma chi è? non ho capito?] e questa volta volevo fare qualche cosa con una casa degli spiriti, del terrorismo.”

Ah già mi dimenticavo. Severgnini ha aperto la serata con l’inevitabile (lo riconosce anche lui) domanda sull’autobiografia. Ma no, a Ellis non interessa l’autobiografia, il memoir. Non è sincero, mente subito, vuol fare bella figura. Solo scrivendo novel, riesce a dire la verità, a non travestirsi, è l’unica forma che gli vada a genio.

- Ma spesso ti è stata rimproverata l’assenza di indictment (qui, Severgnini in italiano avrebbe fatto il discorso sui Valooori)
- Oh, but my readers know better.
(Eh? mica male, eh?)
Severgnini gli chiede se l’ha influenzato Tom Wolfe (sbaglia anche la pronuncia)
- Sì, un po’, ma lui è molto più hype.
Severgnini gli chiede se conosce Celentano (ma vaffanculo)
- No.
Poi arriva il momento delle domande del pubblico.
- Cosa pensi di Bukowski (ma dico. Tra tutti gli scrittori americani tutti, proprio Bukowski! Faccia e tono di Ellis indescrivibili)
- Bukowski is ok. (Trad.: che domanda del cazzo. L’argomento è chiuso)
- Che sogni hai?
- Oh, ottima, questa domanda. Allora, non lo so. Mmmh, vorrei che stesse bene mia sorella che è malata, che stesse bene mia madre che non sta tanto bene, che non fossero morti due amici che sono morti negli anni scorsi e poterli rivedere.
- Com’è la tua giornata?
- Niente di particolare. Mi alzo. Mi preparo il caffè. Vado in ufficio. Vado a vedere un film, ma poi esco prima perché fa schifo il film. Verso le sei e mezza, vedo gli amici…
- Chi è il tuo stilista preferito?
- Confessa, lavori per Trussardi?
- No!
- Il mio stilista preferito è TRUSSARDI (per la spiega, vedi il commento di Stevesonoro qui).
- Io vado pazzo per American Psycho perché il gruppo preferito di Bateman è Genesis, e anche a te piacciono i Genesis? No, perché a me tantissimo (Per una variante della stessa risposta, vedi la rò, ora anche AleRoots, e ancora emmebì e mafe. Mmh, anybody else? Sì, lisagialla. A saperlo, si faceva un blograduno…).
- Noooooo! Non può essere! Guarda che sbagli. Non ti possono piacere i Genesis. Ecco qui devo fare una confessione: quando scrivevo American Psycho, quello che mi ha fatto soffrire di più, quello che mi è costato da morire non sono state le scene di sangue, di scuoiamento, di mutilazione, no, no, è stato ascoltare per trenta giorni i Genesis e Phil Collins, ecco lì ho dovuto prendere tranquillanti… ”

* leggetelo, l’articolo di Stephen King e anche i commenti (si affrontano i pro-King e i pro-Ellis, ognuno dando della merda all’altro), soprattutto da questo punto di vista: King, è da anni che aspira ad essere riconosciuto letterariamente e ad uscire dalla gabbia del genere (è molto istruttivo lo stupore che esibisce all’inizio della recensione nell’essere accoppiato a Ellis, il quale invece sta nel reparto high-lit dal momento in cui è nato, con Less than Zero) (e quindi: perché l’ha fatto, di nominare King a suo nume tutelare? Pensate pensate, critici!) (Non per far piacere a Wu Ming e alla Lipperini, comunque).

Ah, e la migliore recensione di Lunar Park è ovviamente di Severine.




12/10/05
Indovina …
:: di blogdiscount

Giochino. Collega il link alla scansione corporea corrispondente:

Note:
Clicca sulle immagini piccole per ingrandirle.
Mandaci anche tu la tua anatomia scannerizzata, all’esclusione delle parti già trattate (tranne se peculiari).




08/10/05
Amore e morte tra i molluschi
:: di Antonio Bois

MFK FisherEccoci penosamente entrati nei mesi in erre dell’inverno. Una consolazione c’è: sono i mesi delle ostriche. Ed è stata finalmente tradotta in italiano la Biografia sentimentale dell’ostrica di M.F.K.Fisher, una che parlava di cibo e gastronomia in modo da divertire e convincere tutti, anche gli anoressici, anche chi della cucina se ne frega altamente o si sazia di spizzico. Qui di seguito, le prime righe (anche il titolo del post è suo).

Biografia sentimentale dell’ostrica

L’ostrica conduce un’esistenza terribile e nel contempo eccitante.
Tanto per cominciare, le possibilità che venga al mondo sono minime. Ma se ce la fa, se sopravvive agli strali del suo stesso, stravagante destino e se nelle due settimane della sua spensierata giovinezza trova un appiglio liscio e pulito a cui aggrapparsi, la sua vita adulta sarà una girandola di passioni e pericoli.

Nell’originale, il libro si chiama Consider the Oyster, e quando la patinata Gourmet (Condé Nast, ecchi sennò) ha chiesto a David Foster Wallace di scrivere un reportage sulla popolarissima sagra dell’astice nel Maine, il titolo non poteva essere che Consider the Lobster (scaricabile in pdf). Che poi è diventato il titolo della nuova raccolta di DFW (altre informazioni qui).

E’ ovvio che un libro che comincia come sopra non può che essere divorato (comprese le ricette allucinanti di stufato alle ostriche con panna, piatto tradizionale americano), mentre il saggio di Wallace, a taluni, potrebbe risultare lievemente indigesto (L’astice soffre quando lo si butta nell’acqua bollente? Ragionamenti scientifici, civili e ironici).




07/10/05
Nomi interessanti per il blog
corso monografico
:: di Rebecca Tomasevskij

Oggi ho deciso di tenere una breve lezione monografica sui titoli per blog legati alla sfera sessual-anatomica-escrementifera. In attesa della lezione vera e propria (che terrò la prossima settimana, in cui analizzerò con maggior esaustività l’argomento Titolo), ho fatto una piccola ricerca archeologica ed i risultati sono questi, sconsolanti: tutti i nomi migliori sono già stati occupati e abbandonati (ovviamente sto parlando solo di splinder che, come ho già detto, è la piattaforma più adatta per chi vuole diventare blogstar nel minor tempo possibile).

Sul lato coprofilo, abbiamo cacca.splinder.com, pupu.splinder.com e merda.splinder.com, che sono accomunati dall’inquietante caratteristica di avere lo stesso template. Comunanza che potrebbe far pensare ad un complotto ordito contro gli speranzosi utenti che sognano un blog sporco. Il povero stronzo.splinder.com, invece, è dovuto soccombere sotto il peso della carenza d’accessi, così come (probabilmente) anche la bulimica puzza.splinder.com. Caccola.splinder.com ha preferito buttarsi sulla blasfemia (considerata, tra l’altro, persino geniale da uno dei commentatori).

Ma passiamo alla ben più interessante anatomia sessuale.
Abbiamo il bel template di cazzo.splinder.com, che non posta da giugno e penso non posterà più. Stesso discorso (escluso il template che lascia un po’ a desiderare) per figa.splinder.com. Morto e delirante, fica.splinder.com: ricorda un po’ il manifesto del tronista perfetto di Uomini e Donne (stupendo il nome dell’autore: Renato Copertino). Coglione.splinder.com, invece, lo usa come pubblicità, nel caso qualche altro cretino come me abbia molto tempo da perdere.
Possiamo far rientrare nella categoria pubica anche pelo.splinder.com, idea simpatica purtroppo morta (guardatelo) e peloso.splinder.com, probabilmente non ancora morto, ma è come se lo fosse, visto che posta meno di una volta al mese.
Cambiando posizione, ecco comparire culo.splinder.com e tette.splinder.com, entrambi morti, vuoti e sepolti.

Le varianti tecniche, mediche e scientifiche degli stessi, scopro essere molto meno gettonate. Non voglio suggerire niente: se siete cuoriosi cercateli da voi, i nomi. Posso solo dirvi di aver trovato vagina.splinder.com (privato) e testicoli.splinder.com, stranamente, gli unici due blog che sembrano esistere e funzionare ancora.




Pluscool 001
:: di Marco Spada

La raccolta Poesie dell’agosto oscuro, prima uscita della neonata pluscool edizioni, contiene diciassette componimenti e una ampia appendice di Note antidemocratiche per una interpretazione univoca, strumento essenziale non solo per meglio calarsi nel complesso panorama storico-culturale tra le cui maglie l’Autore disinvoltamente versifica (campionamenti allusioni e citazioni che vanno da Allen Ginsberg a Carlo Rossella, da Madonna a Gertrude Stein, da Max Pezzali a Richard Wagner a Thomas Mann a Coleridge a Miuccia Prada), ma anche e soprattutto per appianare le difficoltà di una metrica spesso tirata ai limiti del virtuosismo (”personal tra-ì-ner”, dieresizzato, per ottenere una coppia di settenari doppi, nella poesia Ipsofilia) , o dalle sfumature marcatamente locali (in Carolo Rossellæ Dicatvm ad esempio, il termine “Invicta®” viene fatto rimare con “circoscritta”, in virtù della tipica tendenza nordica a semplificare nessi palatale+dentale). Note che ci forniscono, inoltre, fondamentali notizie circa le varianti presenti nelle prime stesure, poi scartate (di particolare rilevanza, nella poesia La sera in cui a casa Totti/Blasi si ruppe il plasma da 72 pollici, la cronaca del passaggio da un “perché tu ti lamenti” vagamente toscano, al “perché mo te lamenti” di chiara matrice romana). Profondamente sentite, sincere e umanizzanti le note in cui l’autore, di fronte a un’opera tanto elaborata, confessa la propria spossatezza (“cool gioca sul logoro doppio senso tra figo e fresco: un momento infelice”, nelle note a Why does my heart feel so bad?).

Su licenza dell’Autore, abbiamo il piacere di presentarvi due poesie, Biografia in 18 parole di Donatella Versace e Biografia in 18 parole di Nzuzi Nsangata, in cui si fa evidente - tra le altre cose - il suo forte impegno di denuncia.

Lasciai la bella Reggio
Attraversai la Sila

E dissi al mondo: “Il bianco
Sarà il nero del Duemila”.

Lasciai la bella Moba
Attraversai i Mugila

E dissi al mondo: “Il nero
Sarà il bianco del duemila.

note:
[1] Donatella Versace, stilista, è di origini calabresi. Ha effettivamente detto in una intervista le parole incluse nel virgolettato, rispondendo a una giornalista che le domandava come mai prediligesse il bianco nelle sue creazioni. I due brevi componimenti mettono a confronto non solo due visioni del mondo che alla fine convergono (nel Duemila, il Nero che prenderà il posto del Bianco tenderà probabilmente a vestire di bianco così come i bianchi vestivano di nero nel secolo precedente), ma anche due tipi di immigrazione: quella vecchia e interna (dalla Calabria a Milano) e quella nuova e globale (dal sud al nord del mondo)
[2] Nzuzi Nsangata è un nome di fantasia, creato unendo più nomi africani realmente esistenti
[3] Moba è una città del Katanga (Congo), porto sul lago Tanganica
[4] Mugila: i monti Mugila sono poco distanti dal lago Tanganica e dalla città di Moba. L’A. ricorda le tre ore notturne di ricerca su un atlante per trovare un qualsiasi toponimo africano che rimasse con Duemila e che prendesse il posto di Sila.




06/10/05
I segreti della moda
:: di Antonio Bois

Massì, va’, parliamo di moda.* Ho scoperto grazie ad Achille che quest’inverno, il must assoluto per le donne saranno gli stivali.

Non è vero niente. So da fonte sicura (non per niente sto a Milano) che quest’inverno andrà per la maggiore il golf.

E intanto Go fug yourself, un blogherello di appena un milioncino di accessi alla settimana, sulle, ehm, aporie delle mises femminili: Ah, Chloe Sevigny fa categoria a sé (ma anche Britney non scherza).

* Questo post è dedicato a Crisalide e ai pantaloni da rapper della Lipperini.




Il pianeta dei blogger
:: di Antonio Bois

Google Earth è fantastico. Certo, chi se lo scarica lo usa essenzialmente per cercare la propria casa e contemplarla dall’alto (la nota blogsindrome dell’ego). C’è chi ha trovato anche reperti archeologici, vicino a casa, appunto. I misteri e le meraviglie della serendipity! Il mio primo pensiero invece, subito, è stato di cercare la casa degli altri. E’ molto semplice: basta digitare nella finestra di ricerca il nome del blog. Come per incanto, si è trasportati nel luogo recondito dove il proprietario di detto blog redige i suoi post. Semplice, no? Bastava pensarci.

Ecco qui i sorprendenti risultati (cliccate sull’immagine per ingrandirla). Provate anche voi.

La macchina dove dorme Neri nel parcheggio di Google campus. Appena svegliato, va a riscuotere i 2 dollari giornalieri che gli fruttano gli AdSense.

Loredana Lipperini scrive i suoi post alla brasserie Lipp (per forza). Quando i commenti di Iannozzi le scatenano l’emicrania, fa un salto da Ted Lapidus a comprarsi una gonna di tweed (sotto il ginocchio) in barba alle Barbie.

Appollaiato sulla testa della Madonnina, Personalità confusa sorveglia l’invasione degli extraterrestri (peccato per i piccioni: sporcano).

La finestra dietro la quale Chinaski osserva le sue vecchine (no, non vive in Italia, è tutt’una finta, sta a Berlino, ovvio) (il verde è molto comodo per il pastore tedesco).

E’ subito individuabile su questa foto Sociopatica mentre ammonisce il pianeta sui doveri del pisello, i diritti della vagina e la bontà della tettocrazia (dalla quarta in su, grazie).

Perché nessuno ha mai visto Dave? Semplice. Vive seduto sulla nuvoletta sopra la spiaggia dell’Isola dei famosi.




05/10/05
Cucina con Biondillo
:: di Marco Spada

A me non interessa la cucina borghese,
a me interessa la cucina plebea

Nonostante i miei piatti abbiano ricevuto ottime critiche, io non sono un cuoco di professione. Certo per uno che, come me, da ragazzo sulla carta d’identità, sotto “scrittore” (che facevo mettere al posto di “studente”), alla voce segni particolari, aveva “pacioccone”, per uno come me dunque, cavarsela in cucina è una specie di destino inevitabile. La mia tecnica si è affinata lentamente, poiché di rado ho il tempo di starmene tranquillo, ai fornelli. Le mie giornate sono sempre molto piene, mattina a litigare col piastrellista, pomeriggio al telefono, la sera a presentare il nuovo libro. Il mondo della letteratura e dell’editoria non lascia scampo ai buongustai, costringe a pasti frugali e distratti, alla cattiva cucina, influendo così anche sulla nostra salute: basta guardare all’incarnato di certi addetti ai lavori, come si arriccia e si raggrinzisce (santo cielo, Loredana sembra il grinch), o chiedersi perché i capelli si indeboliscano a tal punto, da richiedere l’utilizzo di parrucche.

Molto umilmente vi presento questo piatto, una pratica soluzione al problema dello scrittore in carriera, piatto generalmente noto come Molotov di Quarto Oggiaro, gustoso e sanissimo melting pot milanese-calabro-slavo-balcanico-albanese. E’ un piatto la cui composizione ho maturato sulla strada, ascoltando le persone di quel quartiere, Quarto Oggiaro, in cui io stesso sono nato e cresciuto. Poiché io credo che il cuoco bravo debba essere prima di tutto una sorta di antenna parabolica, e recepisca ricette che altrimenti non potrebbero essere diffuse, un antenna che recepisce e poi restituisce.

Non indugiamo oltre, andiamo alla ricetta. E come spesso amava ripetere l’Ingegnere, uno dei miei sommi riferimenti culinari, insieme a mia nonna Amalia (che saluto, ciao nonna!) - a cui, e ciò mi riempie d’orgoglio, sono stato a volte persino paragonato (ad Amalia, la nonna) – come diceva l’ingegnere dunque: Buon appetito.

MOLOTOV DI QUARTO OGGIARO
Ingredienti per una persona: 400g di rigatoni – 4 patate grosse – un barattolo di salsa di pomodoro – tre zucchine – sei carote – una cipolla gialla – un etto di salame milano – un uovo – una mozzarella – 200 g di grana padano – una bustina di zafferano – marsala – 200g di strutto – sale e pepe GB

Tritate le carote e la cipolla e fatele soffriggere nello strutto assieme al salame milano. Tagliate a pezzettoni le patate e le zucchine e unitele al soffritto con il pomodoro. Salate, pepate e aggiungete lo zafferano, poi sfumate col marsala e continuate a cuocere finché non diventerà una pappa molto densa. Bollite i rigatoni in abbondante acqua salata, scolateli ben cotti e finite di cuocere nella padella assieme al composto, unendo l’uovo, il grana padano e la mozzarella.
Versate il tutto nel mixer, frullate e passate allo chinois. La parte da tenere è quella che resta dentro lo chinoix: della parte che esce, raccogliete eventuali gocce di grasso e unitele nuovamente al composto*. Una volta raffreddato, fatene una polpetta e mettetela ad essiccare in un pezzo di carta da forno sul termosifone finché non diventerà delle dimensioni di una pallina da tennis. Comprimete ulteriormente con l’aiuto della pressa idraulica fino a farla diventare delle dimensioni di una monetina.
Lo snack può essere così portato comodamente nel portafogli o in tasca, ed essere consumato nei momenti di shock ipocalorico.

*non buttate via la salsa che si raccoglierà sotto lo chinois: potete surgelarla ed usarla al posto del brodo granulare nelle prossime ricette.




Next Page »


blog
DISCOUNT

per la pace nel mondo

I discepoli rimasero pieni di meraviglia. Infatti non avevano capito neppure il miracolo dei pani: si ostinavano a non capire nulla. [Marco 6,52]


October 2005
M T W T F S S
« Sep   Nov »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  






cerca in
Blogdiscount.org






utilissimi


Funzioniamo grazie a WP
che ci fornisce l'rss dei commenti,
e anche l'rss del blog.

Non sappiamo a cosa serva, ma c'è persino l'Xhtml.
E questo è il nostro foglio di stile

Siamo iscritti a Blogitalia
e aggregati in BA3
così come in SDAbeta
senza dimenticare Fuffa,
Blogshares
e Technorati.


Si ringraziano inoltre: Haloscan per i trackback,
e Creative Commons per l'alta tutela legale.













WP-cose:
Login
Register





::blogradio 2.0