11/02/05
Una volta preparata la grafica del vostro blog, prima di buttarvi a capofitto nel posting, pi-erring e pratiche similari legate alla più profonda natura della vostra attività, dovete pubblicare il sito. Ve l’eravate mica dimenticati? Ci sono tre diverse ipotesi che vi si presentano innanzi: 1- pubblicare con Splinder; 2- pubblicare con un’altra piattaforma; 3- registrare un dominio a pagamento e scervellarvi sul funzionamento di un programma indipendente (mt, wp).
La prima ipotesi offre dei considerevoli vantaggi di origine storico-scaramantica: le blogstar più importanti hanno iniziato con splinder. Non bisogna poi dimenticare il grande pregio della semplicità di utilizzo, e, non ultima, quella colonna laterale in homepage con gli ultimi blog aggiornati, che un paio d’accessi per post li porta sempre. Il problema è che, oggi, gli utenti splinder sono davvero troppi, pochi giorni fa è stato aperto il centomillesimo blog; potrebbe quindi esservi difficile trovare un nome o un titolo di vostro gradimento, e comunque, una volta trovato, la vostra immagine di blogger indie-alternativo (nel caso vogliate costruirvene una) sarebbe irrimediabilmente rovinata dall’eccessiva popolarità del mezzo. Se questi problemi vi crucciano profondamente passate all’ipotesi n°2, tenendo conto che: - blogspot è l’unica piattaforma degna di nota oltre splinder, anche per la presenza, tra i suoi affiliati, di una star come Leonardo. Il sito, inoltre, è leggerissimo, semplice quanto e anche più di splinder e - non dimentichiamolo - figlio adottivo di Google (e Google è la mamma di tutto il web); - non male Iobloggo, ma, anche solo per il nome, decisamente troppo dilettantesco; - lycos, tiscali ed excite sono da sfigati; - il livejournal è impossibile da capire per una mente che abbia un q.i. inferiore a 90 (e la media blog, lo sappiamo bene, è molto più bassa), ma la moda sta iniziando a prendere piede ugualmente. Da considerare in vista di un secondo blog; - se il vostro cognome è Di Ludovico, potete aprire un blog qui. Verrete ammirati, se non altro, per l’originalità. - per finire, Bookcafe consiglia questo alle persone più esigenti (diciamolo: aprire un blog su un sito straniero è trendissimo).
Non c’è nulla da fare, comunque, i più fighi della blogsfera possiedono un dominio. L’hanno capito tutti: dalla Blasi, a The Petunias, arrivando infine anche a X§, che, zitto zitto quatto quatto, si è comprato www.personalitaconfusa.net, continuando comunque a tenere il materiale su splinder. Ricordàtelo: un www incute timore e rispetto. Anche se scrivete obbrobri senza senso, o passate le giornate a incollare canzoni, con una grafica accattivante e un bel dominio avrete già percorso metà della lunga strada verso la gloria.
Ultima minuscola nota sui photoblog. Con una macchina digitale in mano, chiunque può diventare artista (questi estenuanti primi piani senza senso ne sono la dimostrazione*). Se ne possedete una, affiancare un flickr al vostro blog è un’ottima idea. Il sito parallelo avrà pochissimi accessi, ma all’ennesimo raduno di celebrità, durante un delizioso tetatè con la blogstar di turno, potrete affermare con orgoglio: “Ehi, hai visto quell’ultimo scorcio notturno di Parigi sul mio flickr?”. Vi immaginate la meschina figura che farà il povero bloggie in ascolto, proprio lì, alla vostra sinistra, nel momento in cui dalla sua bocca uscirà un sonoro: “Flicccosa?!”
* ah, e che qualcuno si ricordi di pagarle un corso d’Inglese, visto che si ostina a volerlo usare ma non ne è capace.
attenzione!
Se anche tu vuoi diventare una blogstar, cosa aspetti, inserisci nel tuo blog uno di questi due stupendi bannerini: clicca su ognuno per vedere il codice da incollare (per versioni personalizzate, scrivete qui; attualmente on line la pink e la white version).
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