21/04/05
Ovvero: centomila accessi in ventiquattro ore, istruzioni per l’uso
Il problema è che non potete farlo sempre. È indispensabile cavalcare un avvenimento storico di portata mondiale (11 settembre, allunaggio, presunto omicidio di Lady D, morte del papa appunto) in cui entra in gioco un simbolo diventato mito (le torri gemelle, la luna, la principessa, il papa appunto). Siete sfortunati perché, come avrete notato, capita una volta ogni cinque/sei anni, e questo ormai ve lo siete bruciato. Adesso, come minimo, dovrete aspettare la resurrezione di Marilyn Monroe, che crolli la torre di Pisa, o che una cometa minacci di schiantarsi sulla Terra, insomma: ne devono parlare tutti (ad esempio: la guerra del golfo fu, sì, un avvenimento importante, ma alle massaie, agli under 16, ai bocciofili e gente così, non gliene fregava un cavolo di Saddam e a malapena sapevano chi era; se Saddam fosse stato anche una rock-star, se ne sarebbe potuto parlare).
Ed ecco, vi siete procurati il vostro bell’avvenimento: non basta creare un fake a tema (es: sono il capo di Al Qaeda, l’uomo non è mai stato sulla luna, ogni sera a mezzanotte sacrifico un capretto in onore di Lady D, viva Ratzinger), è necessario che siate i primi. Cercate di impersonare il prototipo del blogger medio-basso-bassissimo: ignorantello, sgrammaticato, sicuro di sé, ma allo stesso tempo cortese, ingenuo, ed entusiasta dei nuovi visitatori. L’unica caratteristica che lo distinguerà dalla massa dei suoi simili sarà il fanatismo estremo. Se possibile, prendete le parti di qualcuno avverso all’opinione comune, è meglio, per creare più occasioni di polemica e rendere vivaci e frequentati i commenti. Gli stessi commenti, poi, se trattati adeguatamente, possono diventare una miniera inesauribile di idee, da riciclare nei vostri post, che almeno in un primo tempo dovranno essere numerosissimi. Ricordate, ci vogliono coerenza e perseveranza. Non potete permettervi di staccare, dovete essere infaticabili, seguire tutti i TG, leggere i giornali (comunque fidatevi: bastano anche letture e visioni superficiali, con un simile bombardamento d’informazioni) e scrivere, scrivere, scrivere. Non pensate di diventare blogstar semplicemente postando resoconti cronacistici degli avvenimenti, perché a questo punto, leggere voi o la homepage di libero sarebbe la stessa identica cosa. Ai post informativi (una ristretta minoranza) dovrete alternare polemiche, articoli d’opinione, storici e quant’altro, deliri fanatici, e soprattutto iniziative collettive, alle quali non parteciperà nessuno (tutt’al più, uno sparuto gruppetto di psicotici), sia chiaro, ma che saranno indispensabili a fare di voi dei pazzi invasati agli occhi di tutto il web (v. nel caso di Ratzingerpapa, l’idea delle preghiere sincrone).
Parallelamente, è indispensabile una forsennata attività di spam. Gli aggregatori sono banditi, perché vi renderebbero poco credibili (almeno un buon 60% del vostro pubblico, ricordate, deve cascarci), le prime segnalazioni arriveranno solo dopo un po’, per cui all’inizio l’unico modo che avrete per farvi conoscere sarà il commento selvaggio, che deve possedere le seguenti caratteristiche: - maiuscolo senza virgole (non chiedetemi perché, ma funziona); - sempre uguale a se stesso in tutti i blog dove lo lascerete; - semplice e diretto, con un pizzico d’oltraggiosità; - dotato di link con target=_blank che porti direttamente al blog. Potete commentare un po’ ovunque, su blog celebri e meno celebri, evitando comunque le blogstar (nella migliore delle ipotesi, non vi si fileranno) e i vostri conoscenti stretti/lettori abituali che vi sgamerebbero subito.
A questo punto, si presume che avrete già raccolto moltissimi consensi fra i blogger minori e, se avete fortuna, anche tra qualcuno più noto. Le segnalazioni si saranno sprecate e, con esse, avrete racimolato un buon numero di accessi. Ma voi dovete puntare molto più in alto. E il modo migliore per farlo è la mail. Dovrà essere chiara, nel vostro consueto stile non troppo aulico, più sul casereccio, né lunga né breve, seria, con qualche errore ben visibile(raccomandati i fraintendimenti di genere), decisa e fanatica al punto giusto. Speditela, identica nel contenuto, alle blogstar più celebri a livello “giornalistico” (uno a caso, Luca Sofri) nonché ad alcuni direttori di giornali, e aspettate. Quando una sola tra queste celeberrimissime personalità vi avrà segnalato, statene pur certi, ci sono buone possibilità di vedervi citato su questo o quel quotidiano, questo o quel sito. In occasioni del genere (morte del papa, nello specifico), il pubblico richiede un sovraccarico d’informazione (deve essercene sempre e tanta) e la stampa, così come la TV, si trova spesso a corto di materiale per costruire un articoletto che sia meno che decente. Ecco perché ogni stupidaggine è buona per riempire un buco: figuriamoci una stupidaggine da 500, 1000, 10000 fino a 90000 accessi al giorno (l’altro ieri), nata all’interno di un fenomeno - il blog - che ultimamente dai sì diciamolo va anche parecchio di moda.
Ed ora potete godervi la popolarità duramente sudata, continuando a viaggiare su accessi record, rimandando lo svelamento del fake ai giorni in cui l’interesse sull’argomento avrà il suo picco (in questo caso: l’elezione di Ratzinger), o si starà lentamente esaurendo (avrete però accumulato un numero maggiore di apparizioni). La rivelazione porterà ai due blog (il vostro ufficiale e il fake) una bella ondata di accessi che farà sentire i suoi effetti per un po’. Se sarete bravi e capaci d’instaurare buone relazioni pubbliche in questo breve periodo, potrete entrare a pieno diritto nell’olimpo delle blogstar, anzi no, le avrete superate di brutto, loro e quei miseri trafiletti su miseri inserti settimanali. In caso contrario, avrete sempre la soddisfazione, un giorno, di poter dire ai vostri figli: “Una volta sono stato su Le Monde…”, rendendovi con buona probabilità lo zimbello dell’intera famiglia.
Lascia un commento
|