24/05/05
Mi sentivo quasi onorata del fatto che la catena musicale non fosse ancora arrivata da queste parti. Ed ecco che ieri un duplice invito bussa alle porte di Rebecca (Marco, figuriamoci, non apre mai a nessuno, mentre Antonio risponde, fingendosi il cameriere filippino).
Interessante, per un’esimia come me, scandagliare le reazioni della blogsfera, alla ricerca di quel barlume di intelligenza che solo pochi hanno saputo esprimere (non rispondendo). Vediamo le domande.
Volume totale dei file musicali sul mio pc
Le risposte sono quasi sprezzanti, distaccate. Gli interrogati le buttano lì quasi per caso. 20, 40, 70 giga di mp3 distribuiti su svariati dischi fissi. Roba che una persona non riuscirebbe ad ascoltarsi tutta quella musica nemmeno in novanta anni di vita, con lo stereo ininterrottamente acceso. Ma loro no. Intanto ce li hanno, se li coccolano, li contano, li sbaciucchiano, e sono ben lieti di esibirli in giro. Non contenti, poi, probabilmente timorosi al pensiero di apparire delle persone culturalmente povere, aggiungono sbadatamente: “ah, e senza contare le pile di cdrom che tengo in garage”. Così, giusto per dire.
L’ultimo cd che ho comprato
Doppia linea di condotta: o si ostenta la propria totale devozione alla pirateria, con affermazioni tipo: “non compro un cd da quando andavo in prima media!”, oppure ci si butta su qualche gruppo alternative-simil-new-rock-punk-jazz-lounge-pop, del tipo che descriverò nel paragrafo numero quattro.
Stupenda la risposta di Sasaki: “Concerto per Flauto e Arpa di Mozart K299”. Come a dire: “ma voi pensate che io sia rimasto alla Jupiter o al Don Giovanni? Tzè. Io sto approfondendo il Mozart giovanile, cioè”.
A Sasa’: fammi sapere quando passi a Rimskij-Korsakov, che ti presto il cd.
Ah, e poi, ti prego, cambiagli il nome a quel gatto: o al limite, lascia in pace i prossimi, generazioni di fuffi micio nuvola e miao, sono stati ben felici, sebbene non portassero sulla gobba il nome di un illustre esecutore bachiano.
Canzone che sta suonando ora
La domanda è sintomatica di ciò che è diventata la musica, oggi: un piacevole sottofondo ad attività di tutti i tipi (sesso, scrittura, navigazione, lettura, cucina, passeggiata, serata con amici)(suggerimento per coloro che dovessero riconoscersi in questa descrizione: esistono ottimi ascensori negli alberghi della vostra città).
Cinque canzoni che ascolto spesso o che significano molto per me
E qui viene il bello. Ho notato una certa tendenza a riportare canzoni il più possibile sconosciute di gruppi altrettanto ignoti alla stragrande maggioranza dei terrestri. Detti gruppi hanno le seguenti (inquietanti) caratteristiche comuni:
1- sono stranieri, per lo più nordeuropei (dalla Francia settentrionale in su), raramente statunitensi;
2- non sono capaci di suonare alcun tipo di strumento: hanno imparato gli accordi sulla chitarra, e si divertono a combinarli assieme a casaccio, accompagnando il tutto con un pestaggio asincrono (fuori tempo) di batteria e un basso che passa per sperimentale, ma in realtà è stato improvvisato da cima a fondo in un momento di ubriachezza molesta; inoltre, più la voce del cantante è sfatta, debole, stonata e priva di estensione, meglio;
3- sono composti da quattro elementi che possono essere fenotipicamente distinti tra
a) il portatore d’occhiali con la montatura grossa, ossia, l’anima intellettuale del gruppo
b) il brutto anoressico che si buca, che però si veste e si pettina tanto bene e alla moda da apparire figo
c) il brutto sfigato spesso leggermente sovrappeso che si veste pure male e stona come il parmigiano sul tonno (da qui si evince che deve essere il virtuoso della compagine, cioè quello che in prima elementare ha preso due lezioni di flauto dolce e si ricorda il nome delle note)
d) l’inutile, quello con la faccia che si dimentica subito e che nelle foto compare sempre a margine, magari mezzo tagliato, non si sa se dal fotografo stesso o dal ritoccatore photoshop;
nel caso i componenti siano tre, toglietene uno qualsiasi eccetto il quattrocchi, che assorbirà le caratteristiche dell’escluso. Nel caso invece siano cinque, aggiungete a piacere: un altro quattrocchi; uno veramente figo e trendy (che di solito non sa nemmeno cosa sia uno strumento musicale, e lo mettono davanti con in mano una sagoma di cartone della fender stratocaster a fare il vocalist); una donna piuttosta troia nell’aspetto e nel carattere, che fa la vocalist o la bassista (incapace, ma fa tendenza).
Cinque persone a cui passo il testimone
Inutile anche parlarne. L’ennesimo tentativo di esibire amicizie importanti.
Per maggiori approfondimenti, vi consiglio di leggere questo bel post di totano, che sarebbe anche il portatore sano che ha dato inizio a tutto questo (che emozione eh!).
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