08/12/05
Ieri sera, è finito un blog al TG1. Quello della ragazzina che nel suo diario online ha raccontato, il giorno dopo l’accaduto, lo stupro subito da una sua compagna di quattordici anni, a Lanciano (in Abruzzo, provincia di Chieti), il 21 ottobre.
Il fatto era finito nella cronaca dei quotidiani solo il 4 dicembre.
Ma un blogger, per niente ignoto nella blogosfera, si ricorda che ha letto nel diario online di una quattordicenne darkettuccia una storia molto simile e ne pubblica la notizia. Immediatamente, il direttore di un piccolo giornale locale in rete, Andrea Rapino, si accaparra la notizia. Intervengono gli inquirenti. Viene oscurato il blog della ragazzina. Naturalmente liberoblog non si lascia sfuggire l’occasione e pubblica il post per intero e verbatim (con le kappe, cioè). Nei commenti scoppia la solita baraonda (gli stupratori minorenni pare siano zingari, tanto per alleviare il clima).
E’ invece appurato che il primo a trovare la notizia è stato MarcusDaly (poverino, gli vanno a chiedere con aria sopraccigliosa come mai stesse a leggere i diari delle quattordicenni, e in particolare questo, sciamannato come può esserlo il blog di una quattordicenne, casto assai, seppur sboccato, come può esserlo una quattordicenne).
Pare altrettanto appurato che Rapino ha fatto rapina, ehm, tesoro della notizia e l’abbia pubblicata senza citare la fonte (e in questo riflette la cultura media del blogger che ignora il concetto di fonte*, e gestisce il link omertosamente, nonostante le buone regole instancabilmente ripetute da Granieri che evidentemente nessuno legge né ascolta).
Ora compare in tutta la sua chiarezza la Natura Diabolicamente Ambigua del blog. Sì, perché gli inquirenti hanno oscurato il sito, ma in cache si trova con ridicola facilità, e così si possono leggere nomi di amici, nemici, parenti, docenti, e vedere anche foto della involontaria testimone .
Ciò non va bene (quindi andatevelo a cercare da soli, se l’ho trovato io, lo può trovare chiunque) (pensare che lei è molto carina) (altro che Proserpina e Snob..Snobob… insomma quell’altra) (sì, MarcusDaly, lo so, tu lo leggevi solo per informarti sullo slang delle ragazzine e per motivi professionali, chi ha detto il contrario).
Servirà anche, forse, a precisare vari punti oscuri (quando è stata fatta la denuncia, il bullismo e il silenzio, i tempi e il luogo dell’abuso, come sono andate le cose). E soprattutto, il racconto della ragazza, piuttosto ingenuo sotto il cerone della lingua teatino-teenager, invita solo alla riprovazione e allo sdegno.
E ciò andrebbe bene.
Ma se lei, “damnedpain”, avesse scritto un diario su un quaderno con il lucchetto, si sarebbe giustamente incazzata come una iena se solo sua madre avesse osato gettarci un occhio. Ciò non impedisce che abbia raccontato le stesse cose su Internet, di cui evidentemente ha un’idea che corrisponde grosso modo al cortile dell’ITIS.
Questo è l’uso maggioritario che viene fatto dei blog (altro che disintermediazione, informazione alternativa, grande conversazione). La magnifica nuova verità sociale (l’ultima virtù del blog, pare) diventa solo un involontario elemento di prova messo agli atti giudiziari di una storia sordida e orripilante (sono tutti minorenni).
*talvolta solo per insipienza: per esempio Mucio pubblica il post originario come se fosse una primizia senza rendersi conto che è già disponibile su liberoblog dal giorno prima.
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