20/12/05
E siccome il blog poverino funziona potremmo dire freudianamente in una situazione di un qualche certo malessere e noia e insoddisfazione e appunto con il Santissimo Natale si è tutti come rinfeliciti e riallegriti e rimpinzati per benino di speranza e promesse di ogni genere e con tutte queste giornate di vacanza meravigliosamente quasilibere è ovvio insomma e comprensibilissimo che non se li fili più un cane i blog, che ce li si dimentichi proprio, tutti felicissimi a smettere di farli e di leggerli.
Però il blogger quello vero a un certo punto non soltanto avverte questi strani rumorosi e malinconici dolori alla pancia che subito attribuisce com’è tipico all’astinenza di qualcosa a lui molto caro e capita che si svegli improvvisamente nel cuore della notte tremando Oh cielo non ho niente per oggi! (e poi Fiuuu dopo che si è calmato – col pc già acceso però e la connessione pronta e già mezza fittissima pagina word sulla prima cosa che gli veniva in mente, la lampada da tavolo pieghevole – Ah fiuuu no oggi per fortuna niente è la Vigilia) non soltanto ma il blogger quello vero non smette un secondo nemmeno il primo giorno di vacanza nemmeno durante il cenone o la tombola e anzi soprattutto in casi tanto pittorescamente folkloristici, non smette un attimo di prender su diciamo così scorte e scorte per il dopo epifania, per quando si torna.
- si mangia un sacco
- le partitone a mercante in fiera
- la nonna ubriaca
- nevicate da record
- regali che delusione |
E il blogger diciamolo una volta per tutte è handicappato in confronto agli altri parenti e amici e non riesce mica a goderseli pienamente e in modo davvero rilassato e sereno questi giorni qui che meriterebbero di essere invece di una pace e amore e gioia esemplari e totalizzanti, e non perché appunto sia sempre attentissimo a vedere dentro questo o quello per trovarci se possibile qualcosa di interessante ma proprio perché appunto poverino il blogger più di chiunque altro si rende conto ed è messo di fronte a questa terribile schiacciante verità che non c’è proprio un piffero che sia interessante nel suo squallido e comunissimo Natalino da quattro soldi e che se poco poco c’era un anche solo un minimo gusto nel farne provvista la prima volta del suo primo anno di blog e magari riprovarci magari anche il secondo anno cambiando punto di vista (la stella sull’albero, la palla, il festone) ma poi sul serio a scavare come matti non c’è più da trovarci più un bel niente se non la verità, spaventosa, o al massimo giusto qualche briciolina se succede qualcosa di molto inconsueto ed eccezionale, ed è questa una scoperta per cui nasce nel blogger piano piano col passare degli anni questo sentimento non bene identificato all’inizio ma che si può subito notare da uno sbrilluccichio colore rosso fuoco degli occhi, tipo, a me per dire è successo un paio di anni fa con mio cugino grande intorno alla tombola quando zio dopo aver annunciato il numero dodici annaspando e sputacchiando e insalivando tutto il cartellone e battendosi il petto è crollato a faccia in giù nella scodella dei fagioli-segnapunto e mia madre ha cominciato a gridare e a mio cugino gli sono sbrilluccicati gli occhi in questo modo, allora ho capito che aveva un blog.
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