19/11/04
ma diciamo pure: leccaculo di sempre (come promesso mercoledì scorso, un post tutto dedicato a lui)
Che Trentamarlboro possieda una voglia di piacere molto al di sopra della media traspare da ogni suo comportamento. Esemplare l’inizio: un mese circa di post forsennati, quasi sicuramente scritti in precedenza (sfido chiunque a sfornare quindici post, ognuno su diverso argomento, di lunghezza media, in un giorno solo - 4 gennaio 2004). La sigaretta, poi, simbolo del suo blog, è caricata dello stesso significato che le attribuirebbe un bulletto di tredici anni alle prese con le coetanee in minigonna (v. foto di Joe Strummer con fare da Uomo-molto-cool, e sigaretta tra le dita, introdotta da un più che mai eloquente: “my name is Joe”).
La rabbia con cui si scaglia verso chi mette in dubbio la sua bravura, ponendo in serio pericolo la sua immagine di bontà e simpatia, parla da sola. Gli attacchi sono violenti, sconcertati, mirano sempre a ferire sul piano personale, anche quando le critiche colpiscono solo il personaggio. Dietro le accuse, però, si nasconde sempre la stessa idea, paranoica e megalomane, che la critica sia un’espressione d’invidia. La modalità di sfogo è bambinesca, vendicativa e stereotipata: ad una malandata storpiatura del nome segue immancabile il termine “rosicone”, con relativa sentenza abbinata (”il fragore del tuo culo che rosica ecc.”), da lui scritto talmente tante volte che la SIAE sta meditando di cedergli i copyrights.
La gentilezza, infine, appiccicosa, eccessiva, che si premura di usare con chiunque lasci un commento sul suo blog (il messaggio standard di iniziazione, controllare per credere, é “Pinco palla: benvenuto!!!” e, nel caso di un ritorno, “bentornato!!!”, ha dell’inversomile: tra i duecento diversi visitatori che in media passano per un blog nel giro di un anno, come fa a ricordarseli tutti? Sono doti da vero animatore turistico, queste. Dovrebbe tenerne conto.
Il luogo dove Trentamarlboro esprime ai massimi vertici dell’arte poetica le sue doti leccacule, comunque, non sono le banali risposte ai lettori, né le lusinghe ai nuovi visitatori. La sua viscosità trasuda senza filtro dal modo in cui tratta con i pezzi grossi della rete. Ho esaminato per voi i due casi più eclatanti, Trentamarlboro vs Loredana Lipperini e Trentamarlboro vs Personalitaconfusa.
1- Dopo la pubblicazione dell’antologia blog, il nostro povero escluso, invece di macerarsi lentamente nell’invidia, elabora una strategia d’attacco: dedica un post a quattro mani nientepopodimenoché a madame Lipperini, che nello stretto periodo frequenta e commenta un gran numero di blog “in vista”. La risposta non tarda ad arrivare. Non è certo da lui lasciarsi sfuggire un’occasione di leccaculismo di cotanta portata, ed inserisce, quindi, un lusinghiero, falsamente ironico aggiornamento al post stesso, irrorando la Lipperini con un’aura di santità.
noncissicrede: alle 22.02, ora locale, la madonna dei blogger è apparsa nei commenti!!! thanks, lipperini…
La neo-madonna, che non disdegna affatto le leccate di culo, a mo’ di ringraziamento scrive di lui su Musica di Repubblica. A questo punto le viscere di Trentamarlboro sono già liquefatte sul pavimento e stanno colando lentamente, tra le fessure delle piastrelle, verso l’appartamento di sotto. L’entusiasmo che esprime in occasioni simili è commovente (ailoviù, lipperini. ailoviù.). Il suo arrivismo, la sua smania di mostrarsi, una volta soddisfatta, liberano tutte le sue emozioni. Una catarsi completa, un entusiasmo fanciullesco: questo si legge nei suoi post di giubilo.
2- Il secondo caso è più complesso. Il suo link a Personalitaconfusa arriva discretamente in ritardo: più o meno nel periodo in cui viene aperto ualbois (che meriterebbe un post tutto a sé, e forse un giorno l’avrà), su cui il confuso scrive un breve pezzo il 23 settembre. Qualche tempo dopo lascia un commento piuttosto neutro (pappalardo chi? laerte?) sul blog di trentamarlboro, che, non appena lo nota, si lascia andare ad un servile: BENVENUTISSIMO!!! Passa un mese, durante il quale mail e messaggi privati, tra i due, non sono noti al grande pubblico, ma suppongo si profondano in gran numero (almeno da parte di trentamarlboro). Il primo giorno di Novembre personalità confusa (che onore!) scrive un pezzo per Noluogo, il pargoletto scemo (rivistucola dell’ovvio) del nostro trentamarlboro. È solo questione di ore, giorni, insomma: basterà aspettare la blogfest. I due si conoscono. Arriva finalmente il tanto agognato link dalla più brillante delle blogstar. La gongolaggine, come sempre, non è tenuta nascosta. Trentamarlboro ha troppa soddisfazione, e troppo poco stile, per stare zitto. Con un sobrio messaggio, per l’ennesima volta para/leccaculisticamente rivolto al confuso (con tanto di amichevole promessa alcolica; come dire: “Ohè! Io bazzico col confuso, mica cazzi”), rende noto a tutto il web che, magia!, il suo blog ha ricevuto la pentecoste. La porzione di post, è stata misteriosamente cancellata. Ma pensanpò: forse forse che se l’aspettava? Eh certo! Gliel’avevamo preannunciato con largo anticipo. Comunque potete trovarla qui, ancora per poco, e visualizzarla nella cache di Google. Ma se volete risparmiarvi la fatica, l’ho fotografata per voi (clicca clicca).
È divertente osservare inoltre, come Trentamarlboro si sia dato tanto da fare per entrare a far parte di quell’aristocrazia dei blog, che lui tanto vituperava in uno dei suoi primi post (vi invito a leggerlo). Quelli che “bloggano da mille anni” e si “affannano a segnare il territorio”. Ma quali erano codesti misteriosi bloggers molto noti che stavano nella blogosfera da prima del 2004? Io qualche idea ce l’ho. Non so voi; anche perché, davvero, credo siano gli stessi di adesso. Ha forse cambiato idea, il vecchio Trenta? Caspita! L’aveva addirittura insignito del titolo di manifesto, il post. Eppure lui, ora, è proprio lì, in mezzo alla cosiddetta “elite”, felice di esserci e di essere linkato. E non s’indigna più quando i potenti cancellano e censurano (vi invito a leggere anche questo, risale al giorno successivo), perché ora è lui stesso a farlo.
Trentamarlboro svaluta trentamarlboro col tempo. Non resiste alla smania che lo divora dall’interno, e gli fa trasformare il privato in pubblico, nel suo personaggio anzitutto, togliendogli così tutto il fascino dell’anonimato e dell’impersonale. Trentamarlboro si rende probabilmente conto della pochezza linguistica (lessico poverissimo e ripetitivo), strutturale (l’accorgimento più sbalorditivo è il punto a capo), umoristica (tutte le sue battute sono fondate su iperboli collaudate, turpiloqui e storielle alla Alvaro Vitali: riguardo il suo viaggio ad Amsterdam, un geniale gioco di parole tra Maria - intesa come droga - e Veronica - intesa come sua moglie) del suo personaggio, e tenta quindi di rimediare con il leccaculismo alle sue carenze. Riuscendoci benissimo.
Ed è per questo che oggi, gli assegnamo il premio bloggie della settimana.
Congratulazioni!
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