17/12/04
Cari nani, come ben potete immaginare, in un blog che si rispetti non deve mancare l’allegria. Il buon lettore mediocre, infatti, è una persona che si stanca facilmente, e parlare sempre di funerali, anniversari e malinconie, alla lunga può annoiare.
Il lettore mediocre, per fortuna, è anche una persona che si diverte facilmente. Perciò, quest’oggi vi suggerirò alcuni semplici trucchetti con cui accendere l’ilarità dei vostri futuri seguaci.
Trucchetto n°1: l’oregliata Ovvero: creare un’atmosfera per poi distruggerla con una battuta fulminante (esattamente come fa quel simpaticone di Flavio Oreglio). È semplicissimo. Pensate ad un’occasione banale, quotidiana, in cui chiunque potrebbe riconoscersi (esempio: lei dice No al sesso, adducendo un’intensa emicrania come scusa). Esponete i fatti in tono serio, dando l’impressione di comprendere la situazione. Espandete, colorate, esasperate (con le tecniche spiegate nella scorsa lezione). Poi andate a capo. E inserite una battuta brevissima che ribalti la situazione. Esempio: Stasera lei è stanca. Ha mal di testa. Ha mal di testa e dice di voler dormire. E io la guardo. La guardo mentre chiude gli occhi, mentre rilassa le spalle. La guardo mentre si gira su un financo. La guardo mentre inizia a respirare più profondamente. Come ogni sera. Amore… Quando me la dai?
Trucchetto n°2: il furto Nulla di meglio che rubare ad artisti più capaci: un collega d’ufficio con la freddura sempre pronta, o un amico simpatico e scherzoso. Basta portare sempre in tasca un taccuino con matita per prendere appunti.
Trucchetto n°3: la vita vissuta Capita di frequente che, nella vita reale, ci si trovi davanti a situazioni di comicità involontaria ed esilarante: bucce di banana, gaffes e sviste, spesso talmente buffe da sembrare inverosimili. L’unica cosa che dovrete fare è portarvi dietro il solito taccuino, su cui riportare la scenetta, e da cui poi copiarla, direttamente nel form dei vostri post. Ricordate: il vero mediocre non inventa mai, è un cronista fedele della realtà (al massimo cambia qualche parola per rendere tutto più verosimile). Ma voi, inutile ricordarlo, state solo fancendo finta.
Trucchetto n°4: l’iperbole Per far ridere lo stupido, nulla di meglio che una banale, lineare ed esagerata iperbole. Qualsiasi situazione, credetemi, anche la più scontata, se raccontata con parole che ne esagerino ogni aspetto, può diventare ridicola. Data l’estrema semplicità di questo procedimento (basta esagerare senza timore di esagerare), fornirò qui di seguito un breve esempio da imitare. Non fa ridere il mediocre - In un emporio ho comprato una vecchia torcia. Alla cassa c’era un bel ragazzo. Punti su cui far leva per far ridere il mediocre - Emporio, vecchia, bel. Fa ridere il mediocre - Il negozietto strabordava di orrende cianfrusaglie degne di Moira Orfei: non ci si poteva girare che subito si procuravano almeno 100 euro di danni, e se teniamo conto del fatto che che il pezzo migliore costava meno di sei centesimi, ho detto tutto. A questo punto spunta dalla cassa un pezzo di figo che a confronto Brad Pitt è il sosia di Woody Allen. Dopo essermi asciugata sei litri di bava dal mento, aver ripassato mentalmente il quaderno di aforismi di Oscar Wilde, aver cercato di produrre lo sguardo più intelligente che mi riuscisse, dico un misero: “Ehm… avete una torcia?” E lui se ne esce con questo pezzo da museo, probabilmente un reperto del ‘15-’18, sorridendo e annunciando: “sono venti euro” “Li aggiunga ai cento dei danni…”1
Consigli finali Sono sempre efficaci: - il turpiloquio; - il doppio senso a sfondo sessuale; - il gioco di parole stupido2; - le parole inusuali (termini come: spingarda, maritozzo e papaficco fanno sempre e comunque ridere); - il dialetto (soprattutto del sud: ideale il calabrese).
La prossima settimana non abbandonateci: venerdì l’appuntamento si rinnova, con lo stile colloquiale.
1 da notare l’uso di riferimenti al mondo dello spettacolo, per far orientare meglio il lettore tra volti conosciuti. 2 quello troppo intelligente non viene mai capito: non provateci nemmeno.
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