B l o g d i s c o u n t . o r g
manifesto | wannabe a blogstar | Marco | Rebecca | Antonio



21/12/05
Blog Aworse 2005
:: di blogdiscount

Signore e signori, benvenuti ai Blog Aworse, seconda edizione (qui la prima) dell’attesissimo trofeo che premia il peggio della Blogsfera Italiana. Anche quest’anno, vincitori e nominati potranno esibire sul proprio blog il fantastico bannerino (la cui grafica è stata elaborata dalla scimmietta Kelly in persona) incollando il codice che trovate cliccando sulle rispettive immagini.

Avremmo voluto premiare anche il cervellone che stanotte ha pubblicato , vantandosene in giro come c’avesse hackerato (bastava un clic su technorati), lui e i pochi minchioni che gli hanno dato retta. Poi abbiamo pensato che era meglio di no, Troppo facile ha detto Antonio, Troppo sfigato ha detto Rebby, E’ vero ho detto io.

La redazione di Blogdiscount.org si prende quindi una bella vacanza (Antonio parte per il Nepal, Marco e Rebecca a fare le tazze rotanti al lunapark - sì, per due settimane - la scimmietta Kelly alle Maldive), vi salutiamo tanto affettuosamente e l’appuntamento lo sapete, è tra un po’ di giorni. Ciao.

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Premio Blogger meno sessualmente appetibile:

Edoardo Dezani
perché riesce nella fenomenale frankensteiniana (E’ vivo! E’ vivo!) impresa di fondere assieme le membra di Roberto Giacobbo e Paolo Bonolis

Nominati dalla giuria:
Eiochemipensavo
perché metterci la faccia sul flickr non è stata una grande idea, ha perso una dozzina buona di lettrici (le stesse che si erano invaghite dell’omino disegnato in home, che tenero, lui sì)
Achille
perché sarebbe anche ora di iscriversi ad una buona palestra (o quantomeno non indossare camicie di raso strette in vita)

Premio Blog che c’entra meno nella classifica Technorati:

Blogo.it
perché si linkano fra di loro, hanno dozzine di blog un centinaio d’autori un miliardo di accessi dai motori darebbero il culo per essere indicizzati ovunque e così è troppo facile, non vale

Nominati dalla giuria:
Johnny Bravo
perché poverino qualcuno dovrà pure spiegarglielo e lui dovrà pure capirlo che è una piramide, una piramide, e pure all’epoca c’era lo schiavo ritardato che tra una frustata e un pietrone da mille chili ci faceva il simpatico cogli amici schiavi ritardati e aveva un certo qual seguito e plauso, di schiavi ritardati appunto
Mascia Sole
lo stesso si dica per le schiave

Premio Peggior Template:

Absinth la casinista
perché nonostante abbia capito che la barra laterale più lunga della blogsfera era un vero obbrobrio, ed abbia finalmente deciso di dividerla in due rinnovando anche la graficuccia, il colpo d’occhio se possibile è peggiorato (e quella sfilza di bicchieri verdi, cos’è muco sciolto, sarebbe immagino una specie di Lasciate ogni speranza, capisco).

Nominati dalla giuria:
Placida Signora
perché è recidiva con dolo
Proserpina
perché ne cambia uno al mese, ma l’ultimo è online da un sacco di tempo, complimenti, forse il peggiore di sempre (io lì in cima quel cartello verde pisello sul giallo canarino, con su scritto Una donna parecchio stronza, io lo toglierei uh)

Premio Peggior fakeggio:

Strip Blog
perché ok che vai a prendere delle foto che girano online da anni e non hai nessuna cugina disinibita che te ne fa di inedite, ma dài, non è credibile: anche la più decerebrata delle soubrettine, ogni tanto, qualche congiuntivo al posto giusto è capace di mettercelo.

Nominati dalla giuria:
Il bambino Kinder
perché menomale che l’hanno cambiato, quel tedeschino sdentato non se ne poteva più (meno ancora se ne poteva delle solite noiosissime frotte di trentenni pieni zeppi di commossa trashnostalgia anni ottanta)
Save EnzoPaolo
per aver impietosamente cavalcato l’onda di una tristissima vicenda televisiva umana medica e familiare

Premio Peggior catena di Sant’Antonio:

Tanto tanto tanto tanto tanto
perché già le catene di Sant’Antonio sono la peggior invenzione internautica dopo i tagboard sui siti personali delle underquattordici, se poi si va a scomodare una delle canzoni più odiose dell’estate per creare un comesichiama “meme”, che addirittura ti va a spopolare tra gli amabili fighissimi indiebloggers, siamo fritti

Nominati dalla giuria:
la catena musicale
per averci costretto ad assistere a complessi fenomeni di E Mo’ Che Ce Metto Per Facce Bella Figura, così che ti trovavi il blogghetto scemo che si ascolta solo ed esclusivamente musica barocca, solo Barch e Haidi
la catena culinaria
perché lo sanno tutti che la blogger femmina è una che mangia poco e niente e che il blogger maschio è un grasso obeso brufoloso coi capelli unti appassionato di junkfood, per cui non veniteci a dire che invece no io cucino piccioni su letto di asparagi in salmì, per favore

Premio Peggior Blogradio:

Customer Care (Sasaki Fujika)
per aver scelto la musichetta introduttiva più odiosa nella storia delle radio, perché ci sono i suoi amichetti che fanno le voci e i personaggi che lui trova tanto buffi e che lo fanno ridere un sacco, per la foto esistenzialista con il profilo la sigarettina, per il contatore farlocco per il countdown per un sacco di cose e perché è riassumendo il caso più lampante di wannabe sulla faccia della blogsfera nostrana

Nominati dalla giuria:
tutte le altre, in particolare Zerovoglia (Ciccsoft)
per essere la più alta espressione esprimibile del cazzeggio di tre o quattro bimbetti delle medie non troppo intelligenti alla prima sniffata di colla

Premio Peggior commentatore da lit-blog:

Wu Ming 1
perché ha sempre la ragione in tasca, c’ha gli scagnozzi che scendono dalla
montagna in caso di flame e sputa commenti ex cathedra lunghi anche tre schermate.

Nominati dalla giuria:
Giuseppe Iannozzi
perché ci ficca sempre le sue preferenze in materia di letteratura e di sesso (e ne azzeccasse una che fosse una)
Georgia Mada
Perché gEorgia con la E

Premio Peggior commentatore di Blogdiscount:

Ataru
per esserci stato sempre fedele, attraverso tutte le liti, i flame storici e i cambi di dominio, commentando sempre, immancabile, nonostante gli si risponda una volta su mille

Nominati dalla giuria:
Paolo Beneforti
per le domande vispe, sempre acute ed intelligenti che pone agli autori del blog
Kekule
il nostro primo commentatore, e c’è ancora e non ha perso un colpo, solo una persona davvero malvagia può arrivare a tanto

Premio Peggior iniziativa extra-blog:

Kandinskij
Perché era una cosa talmente gonfia di luoghi comuni dei più sputtanati su qualsiasi cosa, con una regia e uno script che neppure un bambino di otto anni con la superotto del padre, ed è stato accolto con una ipocrisia così palese che no non potevamo non lasciarlo fuori

Nominati dalla giuria:
Sacripante
Perché già essere ridotti a postare i propri racconti su un blog è triste, ma addirittura pre-pubblicare insieme ad altri (e che altri) in pdf scadiamo nel patetico.
Sedani
perché nonostante abbiano partecipato tutte le blogstar più Io da grande voglio fare lo scrittore e anche alcuni Io da grande voglio continuare a fare lo scrittore, non ne ha parlato nessuno e scommetto che nessuno di voi, infatti, sa cos’è

Premio Miglior racconto Me Lo Hai Fatto Ammosciare:

Mazzucato
perché non è neanche suo

Nominati dalla giuria:
Dandyna
francamente, un’anoressica-bulimica che scrive di erotismo con uno stile che ben venga Melissa P., a chi lo farebbe tirare?
Tittyna
nessuno di noi tre l’ha letta, è una cosa che le diamo sulla fiducia

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Premio speciale Libro di cui si è parlato peggio:

Con le peggiori intenzioni
con tutti i nostri più sinceri auguri per il secondo, poverino, la cui gestazione si annuncia un cruccio (tra gli sms delle bookies - evviva adesso si scopa -, la mondanità da Nuovi Argomenti, la pipetta al sapone mal sopportata dai custodi della biblioteca nazionale, il prurito aggettivo-avverbiale a corto di nuove trovate e le scarpe da sleccazzare per la cattedra), anzi facciamo un vero e proprio golgota

Premio speciale Io so’ unub, la comunicazione è il mio mestiere:

Mantellini
e intanto ascolta i Baustelle perché gliel’ha detto Neri, va a vedere la Arbus a Londra (che è come vedere Mapplethorpe a Torino, un secolo dopo il resto dell’universo), e scopre l’esistenza di Chinaski77 (Naaaa non è il mio genere naaaa) nella top100 di Blogitalia

Premio speciale Contatore farlocco:

Sasaki Fujika
per aver millantato un milione di accessi in un anno, quando al giorno ne fa sì e no 300 con annessi 4 commenti se proprio gli dice gran culo (ma che volete, lui è uno che ti mette il conto alla rovescia sei mesi prima di cambiare template, è uno che ci tiene a fare bella figura)

Premio speciale Come cazzo hai combinato l’aggregatore:

Giuseppe Granieri
perché con sta storia che si può editare le aggregazioni ci sono i furbetti che stanno lì con la manina pronta a cancellarlo e rimetterlo, in modo che passi sempre al primo posto nella categoria (e quanto era meglio prima, ah, i bei tempi andati, quando non si vedeva da destra né da sinistra)

Premio speciale Teoria della Lipperatura:

Roquentin
Per essere il miglior specialista della nuova disciplina che si spera rimanga confinata nel risibile raggio della lit-blogosfera

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10/12/05
Sondaggio Quiz
:: di Marco Spada

Dovevano uscire oggi gli attesissimi risultati del Primo sondaggio sulla blogsfera italiana, la gran flop-baracconata con tanto di premiazione e bannerini e mi raccomando cliccateci sul mio mi raccomando che vinco il navigatore satellitare messa su da quelli di blogo.it. Sono le cinque quasi le sei però e ancora non se ne sa niente. Ci siamo detti allora, così giusto per passare il tempo per lenire l’ansia, giochiamo a chi ne azzecca di più. Difficile perché sono cose interessantissime e parecchio controverse che uno non ha proprio idea, quale sarà per esempio la fascia di età media dei blogger, boh, chissà, uhm, dunque, mah. E insomma facciamo che quello o quelli* che ne azzeccano di più (cioè a dire: chi becca le risposte più gettonate) vince vincono una cosa che scommetto da soli non vi comprereste mai, che i soldi così piuttosto meglio ai preti o ai rettilari, non sarà il navigatore satellitare non sarà l’iPod nano, ma è pur sempre un debutto discografico di tutto rispetto. E se nel frattempo escono i risultati, ehi, non barate.
[ah ok, sono usciti, li trovate qui: vince dottord]

(more…)




05/12/05
cantico del peto (letterario)
:: di Marco Spada

Un esperimento - il post è ascoltabile in mp3 (file distinti, uno per paragrafetto: clic sulla prima riga) - omaggio a questi tra i più grandi issimi issimi talenti del tempo nostro, commistione tra basso e basso che ci piace tanto, ispirato da Babsi Jones (su nuovi argomenti, il fenomenale Cantico del dopoguerra nei Balcani) e Dolce&Gabbana (Invasioni Barbariche venerdì sera, ad una Bignardi scandalizzata: “vuoi dire che non hai mai sentito tuo marito scoreggiare a letto?”), dedicato a Luca Sofri (e a Babsi - dal cui fecondo e originalissimo immaginario traiamo da sempre linfa vitale - e a Dolce e a Gabbana - dalle cui collezioni traiamo da sempre bellissime cinghie argentate cogli sbrillucciconi) e a kela ovviamente, che ci ha fornito il necessario rapsodo.

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E sommersi e come stritolati, risucchiati, nella morsa drappeggiata di una matassa compatta dai colori fuori luogo, il tepore soddisfatto compiaciuto dal sorriso amichevole ma sdentato di un piumone ricamato con pippo in pantaloncini che gioca a calcio e fa gol, in rovesciata, nella porta simile a ragnatela* che incornicia relittuoso e impotente l’animale scuro dalle orecchie rotonde, lì stanno orizzontali e come risucchiati i due corpi che cadaveri si direbbero ma viventi, vegetanti nella anonima sfinitezza di una giornata che morendo obnubila e sfuma e conduce altrove, nel tentativo ultimo dello spegnersi cosciente.

Colline e bozzi deformi di tessuto trapuntato** è la donna stesa di fianco, i suoi capelli, la parentesi pallida della fronte, un semicerchio che sa di crema antirughe e cetrioli marciti, le sopracciglia distrattamente ritoccate; l’uomo dal pigiama dischiuso e lercio e chiazzato di fango bruno nella luce della abat jour schermata di panno, l’uomo che osserva incerto e quasi timoroso le pagine fitte e irregolari che stillano dolore e insieme sollievo ai suoi occhi liquidi, E quindi ti chiese Gabbana se ho notturne crisi di meteorismo, esala stridulo rivolgendosi lento verso l’agglomerato asimmetrico e cicatrizzato di trapunte*** che era sua moglie, la piega delle labbra teatralmente atteggiata in una smorfia di ebete malinconia, Io non ho mai scoreggiato a letto, pronuncia asfittico, incapace di darle il suono definitivo di una affermazione, così che essa diventa domanda. Tu non hai risposto. Tu hai riso.

Tra le mani pietosamente indaffarate a raccogliere e frenare e nascondere la caduta di quella faccia esitante ormai sciupata, che giornata che giornata che giornata che giornata, ripete e ripete l’uomo nel silenzio che si stende implacabile a riempire le vallate rotte di lenzuola, un silenzio denso come unguento, questo mancava all’appello la scemenza crassa la tracotante idiozia il meteorismo e quei due quei due quei, trattiene il fiato a stento confidando nel respiro pacificante in un familiare singulto soltanto della sua donna disdegnosamente ronfante, Finocchi! vorrebbe gridare Finocchi!, ma svegliarla non si deve tanto grande è la maestria e la sontuosa coerenza e il superbo stile con cui menava fendenti l’ultima volta diritti e rabbiosi sulla sua misera testa degradandolo al miasmatico livello di una sporca e lurida ciabatta.

Sono le dodici ore che disperato l’uomo in caccia di redenzione segretamente desiderando di essere blandito e rassicurato e redento con voce strozzata domandando mesta conferma telefonica del proprio lugubre stato di volgare disfacimento, agli antichi e mai dimenticati fratelli e consanguinei di elezione domandando ad essi che in vita con lui hanno giaciuto nelle notti e nei giorni di acerba amicizia, nei campeggi brulli, le scricchiolanti roulotte, gli alberghi che sapevano di metallo fradicio e saponette, domandando loro di scavare nei detriti negli ammassi e nella bolgia della memoria, in caccia di una salvifica conferma, No, tu no, mai, non hai mai scoreggiato a letto.

*o a filo spinato
*trapunte che ovviamente sembrano cicatrici, cicatrici cicatrici
**ecco




30/11/05
La vera felicità la dà la radio
:: di Antonio Bois

Io ieri sera, alle ore 23.00 mi sono messo all’ascolto dei Visitors. Eravamo in dodici ascoltatori, un po’ come gli apostoli, e io dico: è stato bello. Davvero: Qualcuno si era scoraggiato dopo un quarto d’ora che sembrava la solita puntata da RadioNation messa su male, con le cose che funzionano a metà, le voci che si disperdono, le risatine da collegiali, le battute improvvisate che fanno ridere solo chi le dice. Peccato eh, chi è andato via. Peccato forte, anche.

Perché dopo è diventato veramente interessante. Cioè nel senso che dal punto di vista tecnico è peggiorato per cui si sentiva ’sto bzzzzzzzz fortissimo tipo trapano nel timpano che ti pareva di essere in un film di Cronenberg, e allora lì in studio riuscivano solo a dire oh cazzo che succede come facciamo chiamiamo un tecnico si sente? mancava solo che qualcuno cominciasse a scandire uantutrì-ssssss. Alla fine si è capito, eh, era l’alimentatore del portatile che faceva interferenza. Allora si è staccato l’alimentatore ed è scomparso il ronzio. Da quel momento in poi, si è sentito una meraviglia. Sì, va be’, un quarto d’ora prima della fine, ma lo stesso.

No, ma poi lì in studio c’era gente interessante, per esempio c’era una che si chiama Controra. All’inizio il povero Puliafito ha tentato di farla esprimersi su questa frase “La vera felicità, la dà il danaro” (declamata al telefono dalla voce da enfisematico di Raffaello Tonon), visto che il tema della serata era La Libertà (un temino, così). Dopo però, ha pensato bene di allontanarla dal microfono, Controra, si sentiva solo la sua ridarella sullo sfondo. Ah no, l’hanno richiamata per stappare il vino.

C’era anche Akille, poi c’era Onino, poi è arrivato Roquentin che era un po’ l’invitato d’onore, no, non poteva parlare nella radio, no non poteva chiamare con Skype che lui dice che Skype non gli funziona, però nella chat sì, poteva stare, e in studio si sono dati allo sport nazionale, sfottere Flavia Vento e il suo sito. Ma poi Roquentin ha detto che c’era un link interessante nel sito di Flavia Vento, una notizia su Ratzinger, qualcosa sul “dovere di evitare lo scontro delle culture”. Qui si sono ingenerati un po’ di malintesi, ma si è risolto tutto in fretta perché Achille si è messo a parlare di Reiziger, il calciatore, che sì, ci stava meglio come argomento. E insomma si è tentato di dire ancora qualcosa sul tema (La Libertà) della serata, solo che a un certo punto Roquentin ha digitato “Come dice Spinoza” e c’è uno che ha subito reagito “Ah se si parla di Spinoza, va be’, esco”. Chiaro che Roquentin c’è rimasto un po’ male, ma molto signorile lo stesso, perché dopo un altro ha detto “Viva la figa” che, in effetti, in chat è più adeguato, e non si è incazzato per niente Roquentin, ha detto, “Ok, parliamo di figa” e io mi sono un po’ preoccupato, mi sono detto speriamo che Babsi non c’è da qualche parte, perché non son cose carine, ecco.

Poi c’erano, sempre in chat (interagisce un sacco il programma con la chat, anche perché i chattisti e gli ascoltatori sono gli stessi, cioè appunto quei dodici lì), c’erano due di TocqueVille che va be’ son stronzi ma mi fan ridere per quanto sono stronzi, nel senso di stronzi come quelli che fanno casino a scuola (sì, però a volte a scuola erano gli stessi che picchiavano, e allora non erano più simpatici per niente, capito, ma brutte teste di cazzo, diciamo che il pericolo è un po’ quello lì, non so se mi spiego).

E francamente non c’era un argomento, fosse il più ridicolmente inessenziale (tipo Sei calabrese? Ah anch’io? Di dove?) che durasse oltre agli otto secondi in mezzo a sospiri, ronzii, silenzi, risatine (per favore in radio, si sappia una volta per tutte, i ridolini fan cagare gli ascoltatori) buchi neri spaventosi, per cui alla fine, non si può mica sparare sulla croce rossa, e a me Puliafito è simpatico, cioè mi sarebbe simpatico se la smettesse di far radio, video e blog dove mostra il lato oscuro della sua personalità, mentre io lo so, c’ha invece un lato solare, ecco, è simpaticissimo Alberto Puliafito.

(E’ stato bello però, ché nessuno ce la faceva, a tirarsela, proprio con tutta la buona volontà, infatti, non so se avete notato ma a RadioNation che podcastano ogni loro scoreggia, be’, il podcast, o anche l’mp3, dei Visitors, non c’è. E io vorrei solo aggiungere questo, per chi vuole fare ’ste trasmissioni, il cazzeggio migliore è quello che ha la scaletta più cazzuta).




21/11/05
il nostro rank
:: di Marco Spada

Lo capisco che uno si irrita a leggere le classifiche, a vedere che non ci sta o che se ci sta, prima di lui c’è quella tipa che, o quell’altra che. Lo capisco e siamo d’accordo, noi che in classifica tipe così (subito sopra c’abbiamo una che) ci fanno mangiare la polvere. Certo puoi tirarti su riprenderti un pochino, a pensare che è vero e c’ha ragione Granieri, che i link non sono tutti uguali e niente storie. E c’è pure il vantaggio che finalmente una definizione di Hub, che non sarà elegantissima però meglio di niente, Hub è uno che se ti linka vale trecento sfigati, adesso se te la chiedono la sai.

Metti poi che gli sfigati gli dai in mano la classifica si vedono davanti a questo o a quello, i blogger che loro sono due anni che li vanno a commentare* e non gli rispondono mai, si gasano come matti diventano euforici megalomani incontrollabili. E cosa devono pensare, ma allora ho sbagliato tutto, ma allora non dovevo sentirmi in dovere, ma allora ero meglio io, ma allora io allora, ed emettono queste folli risate cavernose da cattivo dei cartoni animati, di quelle lunghissime e malvagie. Hai voglia tu, che sai, hai voglia a spiegare no guarda c’è questo problema e questo altro qui, e no guarda devi considerare che gli Hub - cos’è un Hub - un Hub è uno che vale trecento come te - come me in che senso - hai voglia a spiegargli, loro grettamente biecamente fanno finta di niente - ma non ho capito cos’è un Hub.

Non basta però, e non fai in tempo a dissuaderli, tutti impegnatissimi nella corsa alla segnalazione**, cosa non ti capita la classifica per accessi. Che è tutta diversa, con gente che boh, non hai idea, piena di quei blog là commerciali, gli sfigati con lo sponsor. E tu giù di nuovo a fare distinzioni, che non funge che è parziale, incompleta, che premia solo quelli che hanno gli accessi così, un sito fatto così, che quelli in realtà non se li legge un cane, che è ancora più schifosa di quella per link.

Google ci salverà, è bravo e intelligente e sa discriminare, google lo capisce, i link non sono tutti uguali è una questione di qualità, il rank può salvarci. Ma no ecco arrivano quelli che no non è giusto e la funzione sociale, che non si sottovalutino i centri altri dell’aggregazione, e la community e l’apertura e i nuovi orizzonti e se c’hanno i link se li meritano, e una blogsfera più omogenea e meditata, cieco settario razzista che non sei altro. Ma sì in effetti, è vero, ora a pensarci su potrebbe essere la volta buona sono anni che ne leggi solo due tre, dovessi trovarne un quarto chissà, almeno si fa finta ci si pinza il naso se ne legge mezza riga un paio soltanto e adesso sì puoi dirlo, c’avevo ragione ’ste classifiche non servono a un cazzo.

Dici ok, non ce n’è una che quadra sono tutte approssimative, che i primi di una sono sul fondo dell’altra, le prendiamo le mettiamo insieme e le si frulla per benino. Ne viene fuori una classifichetta seria, con tutti i suoi parametrini al posto giusto, che rispecchi il reale stato delle cose, e gli sfigati al posto loro. E che piramide sia.

Che sia la scelta migliore la più logica, già ne trovi di squadre pronte ad arrovellarcisi, a sudarci a migliorarla il più possibile (e perché non oltre il centesimo posto, sai che carina che utile). E invece no c’è chi si oppone e in modo feroce. Macché rank macché hub macché accessi, gente che desidera e anzi propone ulteriori complesse generazioni, via via più specialistiche di ogni tipo immaginabile, e il diritto naturale che spetta ad ogni blogger d’avere qualcosa di cui sfrenatamente bullarsi, di qualunque cosa si tratti***, che sia certificata e oggettivata davanti a tutti, lo dicono chiaro e tondo è una conquista da tutelare.

E ci sono quelli infine che sono per la classifica unica, che non derivi però dalle tre suddette però. Che risponda di valori come dire, universali. E giustifichi e soddisfi il secondo**** morboso istinto del lettore da classifica, la curiosità (questa me la voglio proprio vedere, sta stronza, che mi dà trenta posizioni). Una classifica che favorisca sì ma per davvero l’integrazione, e una blogsfera omogenea, e la scoperta delle sue dimensioni più in ombra (in tutti i sensi). Una classifica che sia utile come strumento di consultazione. Una classifica che se stai sotto c’è poco da lamentarsi, che renda la gerarchia una condizione naturale assoluta e inequivocabile. Una classifica dunque che il tuo superiore non c’è niente da fare, accessi o commenti o link o giuggiole, soccombi. Una classifica che certo, impossibile contarci, ma che se ci fosse sul serio, saremmo tutti più felici. E la pace nel mondo.

Noi ci proviamo, questo è il nostro rank (in due excel*****):

(voi coraggiosi, spediteci il risultato via mail)


*quei commenti che si vede trasudano fatica che c’è un impegno durissimo dietro, tutto finalizzato alla sympatiness (o anche allo sforzo supremo del So Di Cosa Stai Parlando E Te Lo Dimostro, tipici dei lit-blog)(cioè, del lit-blog)
**eh perché dopo la pubblicazione della cosa, zitti zitti fischiettando se ne sono aggiunti un mucchio, quelli che non c’erano e volevano misurarselo
***io uso più volte di tutti la parola “zainetto”; io ho fatto più foto di tutti da sotto i palazzi allo spigolo su in alto nel cielo editandole poi al photoshop coi colori psichedelici
****il primo, la vendetta: mo’ a non linkare e non citare nei post quelli che mi stanno sulle palle, li danneggio pure in classifica li danneggio, le merde
*****grazie a Gaspar per l’aiuto




14/11/05
il piccolo blogo.it
:: di Marco Spada

sai che fai bene anche quando - finalmente -
i blogdiscounter si accaniscono,
e speri che lo facciano di più, perché allora
vuol dire che stai facendo meglio

uno di questi qua

Blogo.it è una società commerciale attiva nella raccolta differenziata di rifiuti. Il circuito Blogo.it è composto da una lunga serie di blog monotematici e multiautore. Televisione cinema musica cibo libri, tutto ciò che può essere venduto, quasi tutto, ha un blog a sé dedicato. Tematizzare un blog significa favorirne un’omogenea corretta indicizzazione: gli ads, a loro volta tematizzati, sarà più facile che ci si clicchi su. Colmi di inserzioni pubblicitarie, alcuni di questi blog, sponsorizzati dalla grossa azienda x, si impegnano nel lancio di una consolle di un film di una macchina di una cesta natalizia, di un divano. Gli autori, spesso reclutati tra blogger, quelli tra loro che garantiscono una performance non inferiore ai due post quotidiani, vengono retribuiti con una piccola percentuale degli introiti pubblicitari. Ciascuno di questi blog, non a caso, si riduce ad una successione frenetica e ininterrotta di cosette brevissime, cacchette cariche di link, per lo più scopiazzate, posticce ed inutili. Ma insomma, valli a biasimare.

D’altra parte si sa, nessuno se li fila i blog del circuito Blogo.it. Per quanto si affannino a raccontarci il contrario, pubblicando roboanti statistiche fatte in casa, è lampante. Un gran numero forse anche un incredibile numero di accessi di visitatori unici se li godranno sicuro. Quanti visitatori rimangano a leggersi più di una riga, tuttavia, dopo aver guglato questo o quello, non saranno più di quanti e non vorrei esagerare che ogni sabato notte passano di qui, per dire*. Blogo.it invece no furbetti fanno finta di niente, e ti sbandierano tutti orgogliosi una top 100 dei blog italiani che udite udite, nove blog sui primi venti sono dei nostri, evviva. Addirittura tvblog al secondo posto, subito dopo Beppe Grillo, accidenti. “Luccicante, sfavillante e soprattutto gratificante” classifica, dicono loro i furbetti. Peccato che la classifica (fonte: Alexa.com) si basi su di un metodo di rilevazione statistica (per altro taroccabilissimo) delle pagine viste, che ovviamente premia i siti** con la più grassa quantità di traffico, a prescindere dalla natura dello stesso. Basta confrontare questa con la classifica di technorati, che funziona per numero di link: dateci un po’ una occhiata, cercateci tvblog.
Puro perfezionassimo stile wannabe.

Blogo.it non gli basta, migliaia di accessi dai motori ma no, un pochino di soldini così ma no, ingordi come sono no non gli basta mica, per niente. Vogliono di più. Vogliono attenzione. Che qualcuno li si fili (e insieme clicchi clicchi sugli ads: un caso disperato vogliono, ecco cosa). Impossibile si direbbe, gente che mette booksblog in mano alla coppia avallone-prosperina impossibile, questa è gente che non va da nessuna parte. E invece la trovata geniale, la ciliegina sulla torta: il sondaggio. Sfruttando cinque delle tipiche più sputtanate blog-idiosincrasie e shakerandole ben bene, 1) l’identità di specie 2) l’Ipod mania 3) il banner-collezionismo 4) il passaparola compulsivo, e 5) la perenne mancanza di argomenti, ecco che la cosa rischia di prendere il largo, “sondaggio sulla blogsfera italiana” lo hanno chiamato, anzi meglio diciamolo, Primo sondaggio sulla blogsfera italiana, che ci voleva, sono precursori loro. E a partecipare e mettersi il bannerino (carinissimo!) sulla home puoi vincere un Ipod nano, e a partecipare se non ce l’hai uno tuo ma sei lettore di blog, vinci un coso satellitare. Basta che gli dai la mail, poi niente paura ci pensa Blogo.it, una pacchia.

“E’ il primo sondaggio sui blog italiani e non avrebbe avuto senso riservarlo a Blogo.it. Per questo possono partecipare tutti i blogger interessati a far parlare della blogosfera italiana sulla base di dati affidabili”

Sfacciati e un tantino scansafatiche, scrivono “sulla base di dati affidabili” scrivono “sui blog italiani” e poi cosa non si impegnano neanche un po’, che so ad allungarlo ci voleva così poco, a camuffarlo il sondaggino. Le stesse identiche domande (le prime otto, sono dieci in tutto) che fanno alla Conad per la tessera punti, e poi trac come niente, neanche fosse sul serio la differenza che passa tra un socio Conad e un blogger:
- acquisti online?
- che tipo di acquisti fai online?

Non che abbia importanza, la tattica è vincente, chi se ne importa chi mai se ne accorge pfff che il sondaggio sia farloccato. Pfff. La notizia gira il link si diffonde il bannerino che carino il sondaggio passaparola il sondaggio. Mantellini lestissimo è tra i primi, uno di quelli che linkano qualsiasi cosa si muove, un link e via, senza nemmeno chiedersi cosa come quando, un cecchino implacabile. Tiziano Caviglia uguale. Gatto nero supplica i lettori di cliccargli il bannerino (eh sì perché sembra facile, gli devi portare dieci nuovi sondaggiandi a Blogo.it, altrimenti te li scordi bello, estrazione e Ipod nano). Puliafito no lui no fa parte di un reparto speciale, quello dei commessi venditori porta a porta. Un fedelissimo di Blogo.it (responsabile con altri di tvblog), linka si dilunga spiega tutto il Puliafito, appare magicamente nei commenti di chi cita il sondaggino, precisa e ricorda, educatissimo, che no per partecipare all’estrazione stai attento devi mettere il bannerino da bravo così. Bravissimo.

I risultati saranno disponibili il dieci dicembre. Non vediamo l’ora di sapere se e che tipo di acquisti online fanno i blogger (be’ in realtà anche alla domanda numero sette “perché leggi un blog”, vorrei saperlo come si risponde, non ci sono riuscito io, a scelta tra - notizie fresche - opinioni simili alle mie - più personalità nelle notizie - notizie che non si trovano altrove - più onestà meno censure)(di solito c’è sempre la risposta - altro - io avrei risposto - altro).

*non considerando le impennate occasionali, capita ai blog che campano sui motori, internauti derelitti e invasioni carampaniche
**e cosa, soltanto quelli con dominio proprio (non valgono sottodomini tipo splinder)




13/11/05
Corpo da blog
:: di blogdiscount

Abbiamo ricevuto nuove scannerizzazioni e, sentendoci impari al nostro compito di commentatori, ci siamo rivolti ad uno specialista di psico-antropologia, il noto prof. Crapet, perché ci illustrasse il significato profondo delle manifestazioni blogsomatiche, presenti nel nostro campione di anatomia scannerizzata. Ecco le sue conclusioni (a corredo della sua analisi, il prof. Crapet ci ha fatto l’onore di fornirci, con permesso di pubblicazione, il manoscritto originale dei suoi complessi calcoli statistici):

“E’ evidente che il corpo immaginato da ognuno di noi assume una rappresentazione simbolica che gli assegna una denominazione sessuale (uomo o donna), lo divide in parti basse e parti alte, con una ramificazione periferica e prensile articolata in arti di destra e di sinistra. Nello scansionarsi, il soggetto opera una scelta inconscia sulla parte del proprio corpo più idonea a rappresentare il tutto (meccanismo metonimico). Ora, nel campione che mi è stato sottoposto, rileviamo la presenza di 15 maschi per 12 femmine, il che lascerebbe intendere maggiore disinibizione e narcisismo tra la blogpopolazione maschile. La parte superiore del corpo è stata scelta dall’83% dei maschi contro il 66,33% delle femmine, ribadendo così il noto fenomeno di una tendenza maschile più forte all’idealismo e all’intelletto, laddove il campione femminile mediamente ricorre più spesso alla parte corporea inferiore, con maggiori riferimenti dunque all’attaccamento alla terra e alla materialità (la donna è natura, si sa).”

Qui sotto, gli ultimi esemplari ricevuti da Giuseppe Iannozzi, Giamboget, Paolo Beneforti, Bandini e Viss. (Ah, dimenticavo, abbiamo creato il tag® “anatomia scannerizzata”: potete inserirci direttamente le vostre creazioni. Interpelleremo di nuovo l’esimio professore nel caso si rendesse utile una sua perizia).




08/11/05
Bad sex in fiction award
:: di Marco Spada

Io non so voi altri ma io se sono eccitato non riesco a farla, mi blocco. In piedi o seduto è lo stesso sto impalato come uno scemo e aspetto aspetto ma non c’è niente da fare, penso a questo o quello mi vengono in mente cose eccitanti e basta. Così chiamo Rebecca le urlo “Rebby non riesco a farla!” e lei corre alla porta mi bussa dice “Aiutino?”, sa benissimo che deve fare. E comincia a elencarmi cose orribili, cose contro natura, aberranti vomitevoli accoppiamenti che solo a sentirne parlare, cose da pelle d’oca, cose che per dire ci sono di mezzo Rosy Bindi Biagio Antonacci catene fruste falli di gomma clisteri Lamberto Dini, per citare i suoi preferiti in assoluto. Vedeste come funziona, come mi affloscio e tremo tutto, come mi sblocco. All’istante proprio.

E qualche giorno fa dunque mi succede, al solito la chiamo e Rebecca nella stanza accanto sta smanettando in rete, indaffaratissima neanche si alza mi aiuta a distanza c’è un muretto a separarci la sento che dice - ispirata è evidente dalla frenetica navigazione su quali siti chissà - Langone stimolatori anali bottiglie da due litri CocaCola Luca e Adriano Sofri, ma non funziona troppo blando non mi sblocco, allora dice Gianluca Neri mazze chiodate televisori da ventiquattro pollici Moira Orfei divaricatori Mauro Repetto, e qui non ci siamo ma per un pelo quasi quasi, Alberto Puliafito e la telecamera - Alberto Puliafito nudo e la telecamera da soli lui che grida estasiato mdp! mdp! - questo mi eccita non va, e allora ecco Rebby ha l’intuizione giusta, qualcosa di così raccapricciante che non si può neppure solo vagamente trascrivere, protagonisti però lo dico che mi serve il dottor Zaius Moresco la Lipperini*.

Non fosse che quel giorno leggevo un libro, che esce oggi tradotto si chiama I am Charlotte Simmons ed è di lo sapete tutti, e insomma questo libro ha vinto un premio ambitissimo che è il Bad Sex in Fiction Award, cioè a dire il premio per la scena di sesso più brutta che più brutta non si può, e insomma mi sono felicemente sbloccato me ne torno a farmi i cavoli miei a leggere un pochino, andava tutto alla grande e cosa non mi tocca questa scena stupenda del premio, la leggo tutta d’un fiato e non vi dico dall’inizio alla fine non ci vedevo che loro tre, la Lipperini che faceva Charlotte Moresco e Zaius che si davano il cambio nel ruolo di Hoyt, ed è finita che ero sudatissimo, stravolto e raggrinzitissimo.

Vi ci metto qui dei pezzetti magari ci pensate mi compatite, e poi magari lo acquistate lo leggete, io da allora la faccio senza problemi. Però faccio pure gli incubi.

[...] la baciò. Hoyt mosse le labbra come se volesse succhiare il gelato dal cono senza usare i denti. Lei tentò di muovere le labbra in sincronia con quelle di lui. Un istante dopo, Hoyt le infilò la mano sotto la coscia e portò la sua gamba su quella di lei.

… le infilò la lingua in bocca… uuhh, la mano uscì dai binari e si diresse verso le costole finché non arrivò… là! No, si fermò a lato del seno e accarezzò la pelle in quel punto… All’attacco! All’improvviso passò sul lato esterno della coscia, la parte scoperta, e lei sentì l’orlo che saliva, fino a che la mano fu a pochi centimetri dalle mutandine e un dito si infilò al loro interno con una carezza… o forse erano due dita? Magari persino tre.

[...] le sembrava di stare inghiottendo la sua lingua, ma non le importava perché Hoyt iniziò a gemere piano… avendo la lingua nella bocca di lei non poteva parlare… [...] La lingua si agitò, si agitò, si agitò, ma la mano… era su quella che cercava di concentrarsi dato che poteva esplorare l’intero busto e non solo le cavità del tratto respiratorio…

[...] il grosso mollusco che le era entrato in bocca ormai le sembrava che fosse parte di lei, infatti iniziò ad agitare anche la sua lingua contro quella dell’intruso, cercando di infilarla nella bocca di lui, anche se la faccenda stava diventando complicata e non poteva, per nessuna ragione, lasciare che la mano si infilasse sotto il reggiseno… ma un secondo dopo non era già più lì… era schizzata via un’altra volta!

[...] e Hoyt mugolava mugolava mugolava mugolava mugolava mentre la lingua si agitava si agitava si agitava si agitava si agitava e le dita accarezzavano accarezzavano accarezzavano accarezzavano fino a quando arrivarono a pochi millimetri dal pelo pubico - cosa succedeva? - le mutandine, sotto, erano tutte bagnate… là sotto…

*la stupefacente somiglianza tra il dottor Zaius e la Lipperini non faceva che rendere il tutto più inquietante, incestuoso quasi**
**il che mi fa pensare a quella discussione con Antonio, se sia possibile o meno che la Lippa abbia fatto da modella per Ari, nel remake del duemilauno, io dicevo di sì




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I discepoli rimasero pieni di meraviglia. Infatti non avevano capito neppure il miracolo dei pani: si ostinavano a non capire nulla. [Marco 6,52]


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