05/10/05
Torniamo ad una vecchia gloriosa rubrica di blogdiscount, Riprodursi con il blog, nella quale abbiamo già precedentemente (e direi esaustivamente) trattato: 1) condizioni generali, 2) cosmesi fotografica, 3) tecniche di allenamento mnemonico; il tutto in relazione all’eventualità che un giorno anche voi, in quanto blogger (è scritto persino nelle regole d’iscrizione, splinder art. 122: “ogni blogger ha diritto all’accoppiamento con un/a pari accessi”)(art. 123: “se gli accessi sono diseguali, lo svantaggiato potrà rimediare soltanto in virtù di un numero considerevolmente superiore di commenti”), vediate coronare tramite blog i vostri sogni d’amore (o, più modestamente, troviate qualcuno che vi lecchi le palle / non riesco a trovare un equivalente femminile).
Passiamo ora ad una fase cruciale sul cammino della riproduzione: la The First Impression.
E’ un argomento vasto e complesso, che impegna da sempre i blog-ricercatori in aspri dibattiti (memorabile l’anno scorso, conferenza internazionale Link: underlined?, la prof Tomasevskij prese pubblicamente a calci il toupet di Granieri), e che ci prenderà dunque un bel po’ di lezioni.
Esaminiamo oggi il caso in cui non conosciate in anticipo l’età del blogger (“be’ a leggerlo sembrava così, che ne so, guardava i Teletubbies, sui trenta”) e che questo - delusione, sorpresa, sgomento - influisca radicalmente sulla vostra prima impressione. Esaminiamo i due casi limite e alcune possibili vie di fuga, con una premessa: fondamentale che siate voi per ultimi - organizzatevi con cura in tal senso - a presentarvi sul luogo dell’appuntamento (meglio: siate lì per primi, ma cercatevi un buon punto di osservazione)(ideale il caffè da centro commerciale, tavolini fuori e negozio di abbigliamento in fronte: mimetizzatevi tra i manichini).
1- E’ vecchio/a
Non siate frettolosi. Potrebbe aver subìto un grave incidente, ed ecco spiegato il bastone. O le stampelle. O il deambulatore. Soffre forse di una qualche rara (ma dio, che esotica!) malattia del sangue, o forse pensate, lo sta generosamente donando: ecco spiegata la flebo. Ai capelli non fateci caso, è pieno di giovanotti grigi unti e spelacchiati. La pelle, potrebbe essere acne (è raro, ma può venire anche alle mani). L’abbigliamento poi non basta, per quanto certe scarpe siano prove decisive.
Se volete approfondire la questione, vi suggeriamo di avvicinarlo/a ugualmente, ma senza rivelarvi*. Scrivete un foglietto del tipo “Sordo mezzo paralitico ho quindici figli” e porgeteglielo con noncuranza. Dovreste essere in grado, a un passo da lui/lei, di elaborare un giudizio corretto (focalizzatevi ad esempio sul numero di denti mancanti). Se non vi sembra sufficiente, abbracciatelo/a con foga e premete su di un osso qualsiasi (tra quelli delle braccia, consigliamo l’ulna), ascoltate poi attentamente, un Craaaac rivelatore (si dirà: e se fosse una malattia giovanile, di quelli che si spezzano come vetro)(potrebbe infatti, ovviamente, ma cosa volete, non siamo qui a offrirvi certezze).
Nel caso disgraziato vi facciate beccare - potreste aver commesso un qualche terribile errore, tra gli altri: indossare infradito (le dita dei piedi pubblicate sul flickr) - mantenete la calma, limitatevi a negare: “io, quello di cosa, un cosa, un blog, mai sentito, sul serio, oh guardi guardi, c’è l’infermiera che la sta chiamando”. Non tentate - ripetiamo: assolutamente non - tentate di fuggire: a meno che non abbiate avuto affettuosissimi parenti ultracentenari, è difficile immaginare, sul serio, quanto cavolo schizzino quelle dannate carrozzelle. Piuttosto, colpite forte, di taglio alla base del collo.
2- E’ un bambino/a
Anche qui, non siate frettolosi. C’è gente che ne dimostra molti meno, non fatevi ingannare da bassa statura, insufficienza toracica, mancanza di peli. C’è chi non ha un’ombra di barba fin quasi ai trenta (di solito, i più sexy), chi non ha altro che miseri capezzolini concavi persino dopo la sesta gravidanza (le meno sexy). Inoltre, considerate i miracoli della chirurgia estetica, e quello che possono due o tre dozzine di Winnie Pooh appesi allo zainetto. Mia madre, per dirne una, è in menopausa da quindici anni e quindici ne dimostra, su per giù.
Vi proponiamo alcuni elementari trucchetti per scoprire se è ancora lontano/a dall’oltrepassare la soglia dei quattordici (trucchetti gentilmente offertici della prof Tomasevskij):
- allo strategico risuonare (che il vostro telefono sia dunque opportunamente equipaggiato) dell’ultimo successo dei Blue, il/la blogger inizia a canticchiare con aria molto convinta, dimostrando una sorprendente conoscenza dei testi: nei casi peggiori dà sfogo a sentimenti di puro fanatismo (potrebbe arrivare a tenere il tempo con un paio di cannucce, nell’atto di simulare una batteria);
- lasciato solo per più di mezz’ora, tira fuori dallo zainetto una smemoranda particolarmente gonfia d’inserti ed adesivi, e prende a smanettare compulsivamente, inviando centinaia di messaggini (“ehi dove 6?”);
- tiene sul tavolo davanti a sé un pacchetto di Marlboro lights al mentolo;
- ha appena ordinato una super coppa spaghetti di gelato (o altra di pari volume);
- nel momento in cui il cameriere gli/le porta la super coppa spaghetti di gelato (o altra di pari volume), lui/lei si lamenta perché non ci sono infilate le stesse bandierine che ha quel bambino al tavolo di fronte;
- lasciata cadere distrattamente a terra una big babol panna e fragola, si fionda raccoglierla in non più di 5 secondi.
Basta che una sola delle precedenti sia soddisfatta - ci insegna la professoressa Tomasevskij - e peli o non peli, tette o non tette, andate sul sicuro: il/la blogger non ha superato i quattordici anni. Nel qual caso, ricordate: il modo migliore per fuggirsene senza colpo ferire (e non c’è nulla di peggio che un appiccicosissimo blog-adolescente) è scrivergli un messaggino anonimo, col seguente testo: “Okkio! Stnno arrivndo i tuoi!”. Lo vedrete volatilizzarsi all’istante.
*Antonio consiglia invece di mantenere le distanze, utilizzando un binocolo
16/03/05
*questo numero di blog’s health (le prime due puntate della serie Riprodursi con il blog, qui e qui) verrà pubblicato senza copertina causa problemi di salute, povera povera scimmietta kelly*
Il nostro consiglio è: scrivete tutto, dall’inizio, fate un bello schemino ordinato per aree tematiche (lett. mus. cin. vit. ses., ecc.), e credetemi, niente paura, le cose andranno alla grande. Però, dovete farlo con tutte, ché mica si può essere sicuri, alle prime battute di una chattata uno scambio di mail telefonate sms, chi può dirlo, quale tra le tante sarà la signorina che (Sì ciccio ho una voglia di vederti; Anch’io ciccia, tantissima) riuscirete ad incontrare. Se proprio volete togliervi il disturbo, sono talmente numerose (wow) o voi altri troppo fantasiosi (doppiowow), e poi che scatole prendere appunti già lo faccio a scuola uffa, be’ ma allora, semplice, conservate tutte le mail le chattate i messaggi privati gli sms (le telefonate, ci sono apparecchi per la registrazione), tutto tutto, magari in una bella cartellina sul desktop (o più d’una: “Manila”, “Giulia”, “Violetta”, ecc.), sotto mano, che sia sempre pronta alla consultazione.
Il segreto è: ricordare. Se avete una memoria di ferro, potete anche farne a meno, dello schemino. Se non avete una memoria di ferro, ricordare tutto quel popò di cose vi è difficile, fare a meno dello schemino sarà un rischio che no, non potete correre. Vi siete risparmiati la fatica di annotare su carta ogni singola chattata, bravi, avete salvato tutto sul desktop, bravi, ma non basta. Il segreto è: studiare. L’incontro è fissato per, quando, giovedì mattina al bar della stazione (Io avrò una giacca di velluto a coste marrone con spilletta sul bavero, sulla spilletta è disegnata una rosa rossa; Io avrò un tanga di pizzo viola che farà capolino dai jeans a vita bassa), ebbene, non ho idea di quanto possa infinitamente allungarsi uno schemino del genere, ma direi che sì, ad occhio e croce, considerando una frequentazione virtuale d’un paio di mesi, di tipo medio (duecento mail dieci chattate al giorno), direi che un tre-quattro giorni di studio dovrebbero bastare (per stime personalizzate sul rapporto Tempo di frequentazione – Minimo di studio richiesto, mandateci una mail).
Facciamo un esempio. Un possibile schemino (semplificato):
[1]
Più sono grosse, e grossolane, ovvio, meno lavoro dovrete impiegare per memorizzarle. In questo caso, basta una semplice ripetizione ad alta voce, la sera prima dell’incontro, e un’ultima occhiata allo schemino il giorno stesso.
Difficile invece, quando dovete affrontarne di più specifiche. Esempio:
[2]
Il che, richiede un certo lavoro di ricerca, la cui memorizzazione – se non volete correre stupidi rischi - sarà quantomeno al livello di un esame universitario (dams primo anno). Avete dichiarato che sì, siete grandissimi appassionati di borges (Oh vado pazza per borges; Cazzo anch’io!), di calvino (Ah le lezione americane di calvino hanno cambiato il mio modo di scrivere; Cazzo anche il mio!), di wenders (Ah i film di wenders sono di una poesia unica; Cazzo è vero!), della musica barocca (Oh le fughe bachiane; Cazzo!) e chissà cos’altro, vi toccherà perdere minimo una settimana di lavoro, frugare la rete in cerca di quante più notizie possibili, quanti più riassuntini commentini e biografie liofilizzate ci siano in giro, collazionare il tutto e stendere un breve schemino (un altro!)(del tipo: Nato a; Scritto nel; Parla di; Morto a) che andrà ripetuto più e più volte, ad alta voce, nella settimana precedente l’incontro. Decisamente sconsigliata la lettura/ascolto/visione rapida dei testi/film/musica in questione: tempo perso, e nessuna garanzia circa le vostre capacità di comprensione.
Continua.
02/02/05
Nel manuale “Riprodursi con il blog”, egregiamente iniziato da Marco Spada il mese scorso , tra l’aggancio (#1) della blogger e l’incontro (prossimamente), si situa una tappa cruciale, quella dello scambio delle fotografie. Dopo aver esaminato attentamente tutta la casistica, fatto esperimenti scientifici in laboratorio e analizzato migliaia di interviste con i miei assistenti, sono giunto a queste conclusioni. Esistono solo tre possibilità, che adesso vi espongo (con annessi pregi e difetti) :
1. Spedire la fotografia dove siete venuti peggio in assoluto. Era al compleanno di una cugina, vi annoiavate orrendamente, avevate bevuto di nascosto tre bicchieri del mandarinetto che la zia tiene in dispensa per i dolci, oppure eravate appena uscito dall’ospedale dopo un fatale incidente con le porte automatiche dell’ascensore, ecc. (l’esempio a sinistra).
Vantaggio : uno solo. Lei non potrà che essere piacevolmente sorpresa quando l’incontro avverrà e, se è passata sopra questa foto, vuol dire che avete già percorso il 101% della strada verso la meta. Datele appuntamento direttamente al bar sotto casa.
Svantaggi : il principale difetto di questa tattica è uno solo ma è radicale, e annulla il precedente vantaggio (sempre, le statistiche sono chiare). Le sue mail, all’inizio divertite e gentili (tenta di consolarvi) si diradano. Entro pochi giorni (ore), smettono del tutto. Dopo poco, scoprite che vi ha filtrato.
2. Spedire una fotografia dove siete venuti molto bene (l’esempio sempre a sinistra).
Vantaggi : Il numero di mail, sms, telefonate e la durata delle chat aumentano vertiginosamente.
Reazioni da prevedere : a) Fa finta di niente. Afferma che quel che le importa soprattutto è la vostra intelligenza e la vostra sensibilità b) “Cacchio! Ma che pezzo di figo che sei! Urca, non l’avrei mai detto”. c) “Uhm, mi potresti mandare anche la faccia, per favore.”
Svantaggi : L’incontro potrebbe risentirne (tranne se siete me : la foto l’ho scattata stamattina mentre facevo la doccia).
3. Limitare la fotografia a un particolare, quello più interessante, della vostra fascinosa persona.
Vantaggi : mantiene vivo il contatto, e non vi si potrà rimproverare di aver barato.
Svantaggi : qui, tutto dipende dalla parte scelta. Se è l’alluce o il sopracciglio sinistro o, che dire?, il gomito, un orribile dubbio potrebbe cominciare a tarlare la mente della malcapitata che, sì, sogna, s’illude ed è scema, ma non a questo punto.
*Clicca sull’immagine più in alto, quella di copertina (curata dalla prof. Tomasevskij), se vuoi vederla più grande*
20/12/04
*clicca sull’immagine per vederla ingrandita*
Il testosterone ti batte in testa come un pistone?
Ehi tu, sì blogger dico proprio a te, guardiamoci negli occhi: voglio che tu lo ammetta, è una cosa che ti ha sempre incuriosito, eroticamente parlando… lo sappiamo bene tu ed io, che la ragazza celata dietro quel blog che leggi di tanto in tanto, con cui ti sei scambiato delle mail dal tono diciamo un po’ oltre la semplice amicizia (solo dopo aver scoperto che non è fidanzata… ovviamente!) stuzzica la tua fantasia da tempo, e che un incontro non è proprio l’ultima cosa che ti passa per la testa, e anzi lo stai segretamente progettando, tessendo la tipica tela di ragno del maschio in caccia, pronto a scatenare la guerra dei sensi. «Nei blog, l’accessibilità alle sfere più intime e affascinanti dell’individuo, combinata alla iper-visionarietà di un’immagine corporea che può essere solo fantasticata, esaltano lo stato psicologico di chiunque e favoriscono la naturale propensione ai rapporti per così dire interpersonali», spiega Giorgio Nauti, maniaco sessuale di Cremona. E alzi la mano chi tra voi blogger non ha mai desiderato conoscere di persona la ragazza blogger della porta accanto, chi non abbia mai fatto un pensierino sul corpo abbronzato, le gambe lunghe o i seni sodissimi che possono nascondersi dietro tante parole solo all’apparenza ingenue… ti è venuta voglia, eh? E allora, se hai finalmente deciso di darti una mossa, di prendere il comando della situazione con la maturità e determinazione che deve essere del vero uomo, ecco che blogdiscount.org ti fornisce cinque consigli pratici per invitare la blogger dei tuoi sogni ad una serata indimenticabile.
Perdici tempo ma non la faccia 1. Ricordati che anche se è il momento di agire, questo non significa che devi abbandonare la prudenza. Non c’è motivo di passare per il tipico rimorchione scemo o, peggio, di prendersi un terribile due di picche da una che non hai mai neppure visto in faccia. Si può fare di tutto, chiedere di tutto ad una donna senza dover perdere in dignità, che è quanto di più importante un uomo (anche se blogger) deve conservare. Sei fortunato, in questo caso le circostanze giocano a tuo favore, perché la comunicazione soltanto scritta e spezzata da lunghi intervalli del web, ti consente di riflettere per bene su ogni scelta, pesare saggiamente le parole, sondare il terreno e procedere a passettini, verificando se realmente è interessata a te. Cosa pensa del tuo blog? Quanto spesso ti scrive? Ti scrive poco o molto? Quanto tempo impiega a rispondere? Ti ha già chiesto il numero di telefono? Ti parla spesso della sua vita privata? Conosci informazioni di cui non ha mai parlato sul blog? E’ incuriosita dalla tua vita privata?
Mantieni le distanze non scoprire le carte 2. La cosa deve sembrare una naturale conseguenza del vostro rapporto, e in questo entra in gioco tutta la tua abilità di conquistatore, non devi farle sentire che stai forzando le cose, che stai spingendo per questo incontro. Otterrai altrimenti il solo risultato di essere messo sulla difensiva, e finirai per essere tu quello a cui verranno dati i voti, quello la cui appetibilità sessuale verrà severamente giudicata. E questo è proprio quello che devi evitare. Devi essere tu il giudice. Accenna vagamente alla possibilità di un viaggio prossimo nella città di lei, e stai a guardare la sua reazione. Se reagirà positivamente, suggerendo subito l’idea di un incontro, allora prendi immediatamente le distanze, mostrati dubbioso, incerto sull’opportunità della cosa. Dille che forse, se il tuo lavoro e i tuoi mille impegni lo permetteranno, si potrà organizzare qualcosa. Ricorda: più lei penserà che le stai facendo un favore, ad incontrarla, più avrai buone possibilità di successo.
Rimani freddo e dimostrati un gentiluomo 3. Non sai ancora come andrà a finire, ma non dimenticare che lei brama sopra ogni cosa le tue attenzioni, perciò non smettere mai di corteggiarla, e sfrutta ogni occasione: complimentati per i suoi post, anche se non ti sembrano particolarmente brillanti (le piccole bugie non sono certo un peccato in amore… e poi lei che ne sa). Se scrive un pezzo triste, tu consolala, offrile una spalla su cui piangere e una mano amica che le asciughi le lacrime (la stessa mano con cui poi la farai divertire…), stando sempre attento tuttavia a non perdere mai la tua ferma virilità. E se vorrà annoiarti con noiose confessioni, puoi sempre far finta di ascoltarla, mettendo però in chiaro da subito, in modo dolce ma deciso, magari con un messaggio subliminale, che non sei certo lì per farle da amichetta del cuore. Inoltre sostienila sempre nei litigi che scoppiano inevitabilmente tra i commenti, anche se non sei d’accordo con lei, insomma: riscopri il galantuomo che c’è in te. E se vuole farti ridere, tu ridi. Cerca di non tradire la tensione e il nervosismo che derivano dall’attesa di una decisione riguardo il vostro incontro, e non farle capire che è il primo dei tuoi pensieri.
Tieni pronto il paracadute 4. Se poi vedi che butta male, se anche hai seguito alla perfezione i tre punti precedenti, non perdere calma e lucidità, la tua nuova parola d’ordine deve essere: “non è successo niente”. Falle capire che in fondo non era così importante, e che l’unica cosa che ti interessa (e continuerà ad interessarti sempre… come no!) è la sua amicizia, e con atteggiamento autoironico scherza sulla possibilità di voi due insieme, per farle capire che non avevi alcun secondo fine nei suoi confronti. In questo modo non solo lei non ti considererà un perdente piagnucolone, ma avrai anche una chance in più, lei capirà che sei superiore a certi stupidi mezzucci di rimorchio, e tu, mantenendoti sempre all’erta, perché le donne si sa sono maledettamente lunatiche, potrai sempre approfittare (non si sa mai che ci ripensi…). Ad ogni modo, ricordati che tu sei un vero uomo, e non devi perdere il tuo tempo con una che “non ti si fila”. Tienila solo ed esclusivamente come riserva, continua ad essere gentile ed educato, ma passa ad altro, la rete è piena di femmine pronte a cascarti ai piedi. Se poi è lei che si vuole riavvicinare, ben venga.
Controlla la bestia e tieni in mano la situazione 5. Nel caso di una reazione che sembra positiva, non sbilanciarti, tieni a freno l’euforia e l’eccitazione che di sicuro ti scoppieranno nel petto villoso. Non perdere il controllo, non cominciare ad assecondarla in tutto, abbandonandoti alle sue decisioni. Ricorda: è sempre l’uomo che deve tenere in mano le redini in un rapporto soddisfacente. E non svenderti troppo facilmente: lei deve continuare a sudarsela la tua compagnia, non devi darle subito la soddisfazione di esclamare: “Ci sta!”, perché questo è il modo migliore per far morire quell’aria di fascinosa austerità misteriosa che non devi smettere di possedere. Fa sì piuttosto che pensi e continui a chiedersi: “Ma ci starà o no? Sarò davvero alla sua altezza?” Devi essere fermamente conscio delle tue capacità, e una volta adescata, ricorda di non mollare la presa. Divertirti a torturarla un po’, giocando con la lenza, dandole l’impressione che stai per liberarla, per poi dare lo strattone decisivo quando lei sarà ormai senza forze.
Il mese prossimo eccezionale: come uscire indenni e vincitori dall’incontro con la blogger rimorchiata!
avviso: sul nostro flickr è stato appena pubblicato il piede scannerizzato di tale Crisalide (a cui potete scrivere, voi pervertiti: non ha un blog, ma una casella di posta). La redazione è in attesa di ulteriori contributi (abbiamo deciso che sì, prendiamo qualsiasi parte del corpo, purché scannerizzata).
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