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07/03/05
Commenti - parte I
:: di Rebecca Tomasevskij

Pensavate che bastasse, mie povere aspiranti blogstar, avere una grafica strepitosa, pubblicare venti interessantissimi post al giorno, e pubblicizzarli con tutti i mezzi possibili sui principali aggregatori? Ma è ovvio, no. Manca ancora una tappa fondamentale: il commento.
Commentare su altri blog è l’unico modo che avete per farvi conoscere sul serio ed instaurare rapporti duraturi, che porteranno, un giorno, al bene massimo del link.
I commenti sono un ampio insieme che abbraccia diversi tipi di messaggio, dall’insulto al complimento alla dissertazione fisico-matematica. In questo mare magnum orientarsi è difficile, e la dispensa odierna vi sarà utile proprio in questo: nel distinguere per poi utilizzare la forma di commento più adatta alle diverse situazioni.

1. L’insulto («Stronzo!» «Che blog di merda!» «Sei un dito in culo!»)
Forse uno dei commenti che porta più accessi in assoluto. E’ dimostrato, infatti, che la blogsfera è affollata di creature permalose ed infantili, che rispondono sempre per le rime e, soprattutto, non resistono alla tentazione di vedere la faccia (=homepage) del meschino individuo. Non dimentichiamo poi le schiere di bloggies: verranno tutti, a malincuore, anche sul vostro blog, evitando però di commentare (per la serie ipocrisia in rete: «Sul blog di quello mi rifiuto di andarci»). Purtroppo sono visite transitorie che scompaiono nel momento stesso in cui smettete con gli insulti, o anche nel caso continuiate troppo a lungo (ricordate: la blogsfera che conta, e relativi bloggies, non annovera più di duecento individui: basterà una settimana a conoscervi ed evitarvi).

2. Il complimento fine a se stesso(«Bel blog!» «Ripasserò!» «Ottimo post!»)
Viene notato (se viene notato) esclusivamente dal possessore del blog, e dimenticato in circa 9 secondi (durata della memoria a breve termine). Nei casi migliori riceverete un grazie che si perderà nel flusso dei commenti successivi. Superfluo, da evitare in gran numero se non volete entrare nel circolo vizioso dei bloggies.

3. La critica
Una critica equivale a una lusinga e non lascerà indifferente l’autore, né i lettori del blog. Verranno subito da voi, se non a rispondere, per lo meno a dare un’occhiata. Se la critica è positiva, poi (modalità consigliata), vi sarete guadagnati almeno un link a breve termine (una settimana). Se negativa, una marea di insulti o - nella minoranza dei casi - di critiche, e, se possibile, un numero ancor più alto di accessi («Vediamo stamattina che ha da dire quel coglione»).

4. Lo spam («Vieni a vedere il mio sito!» «Parlo dello stesso argomento in questo post»)
Se non vi cancellano il commento, riceverete una marea d’insulti (sul blog spammato, non sul vostro: non vi daranno mai la soddisfazione neanche di cliccare) e nessun link. Porta pochi accessi transitori, meglio evitare (e poi, scusate, da quando in qua le blogstar spammano?).

5. Il commento logorroico
A meno che non si tratti di un pettegolezzo sui noti personaggi della blogsfera, o di uno strepitoso (nota bene: strepitoso) aneddoto sessuale, nessuno lo leggerà mai. Siate sintetici.

6. Digressione riguardante l’argomento del post
Il commento più raro (anche se non troppo raro) che si possa incontrare, in quanto solitamente il lettore medio prende una parola a caso dai post (meglio se riguardante argomenti porno), e ne approfitta per far nascere discussioni su temi a lui più congeniali. Questo atteggiamento demoralizza il blogmaster, perciò un commento pertinente non potrà che fargli piacere. Tende però ad essere ignorato dal lettore medio proprio per i motivi appena esposti. Ideale se miscelato con un buon numero di commenti di tipo 7.

7. Risposta a un commento facente parte di una discussione nata nei commenti (v. anche: quant’è bella la forumizzazione)
Nei casi in cui non vi prenderanno per un rompiballe invasivo, questo tipo di commento è, all’opposto del precedente, efficace coi lettori, per loro natura portati allo sproloquio, molto di meno con l’autore, per sua natura demoralizzato dallo sproloquio. Vi permetterà di stringere importanti amicizie (link, accessi). Interessante il tipo 7b, detto compulsivo-sostitutivo alla mm1, in cui, più che inserirsi in una discussione, il commentatore tende a sostituirsi, in modo via via crescente, al blogmaster nella gestione del traffico lettori.

8. Commento-tanto-per-dire-qualcosa («Che si dice in giro?» «Qualcuno ha visto mia nonna?»)
Se avete tempo da perdere. Ogni commento di questo tipo porta in media 0.9 accessi al vostro blog; la media varia in rapporto all’importanza e al quoziente intellettivo del blogger commentato: se pari a quello di un paguro, è probabile che vi risponderà, credendo di riconoscere, in voi, un luminare di rara saggezza.

La prossima settimana per cercare di esaurire in modo più chiaro e completo possibile questo argomento, relazionerò tipi di commento a diversi tipi di blog. Non dimenticate, nel frattempo, che siete ancora in tempo per mettere sul vostro template il super-trendy bannerino di Wannabe a Blogstar (cliccate sull’immagine per il codice da incollare), disponibile anche nelle versioni pink e white.




31 commenti


e questo post, come si dovrebbe commentare? è un bel dilemma.

miic: March 7th, 2005 9:48 am

Bel post! Tornerò di certo :)
ihihihihi

Anonymous: March 7th, 2005 10:16 am

oggi che tutti vi conoscono come i rompiballe di internet potreste chiamare il blog TROLLDISCOUNT

Invinoveritas: March 7th, 2005 11:08 am

Stronzi col dito inculo nel vostro blog di merda, avete proprio un bel blog con degli ottimi posts: non posso criticarvi perché parlo dello stesso argomento, venite a vedere il mio sito. Troverete molti pettegolezzi e commenti pertinenti ma ho fatto tante amicizie scambiandomici i vari link. Che si dice in giro? Sto cercando mia nonna, l’ avete vista? La riconoscete perché ieri notte le ho tatuato sulla fronte la scritta Wannabe a Blog Star.

rael: March 7th, 2005 11:51 am

c’è anche il commento preludio a bella amicizia, storia d’amore, tossicodipendenza, persecuzione, ecc.
esiste il commento mortale? (dopo il quale chiudi il blog)
e il commento perfetto?

Antonio Bois: March 7th, 2005 1:36 pm

sei un dito in culo!

flatus: March 7th, 2005 1:46 pm

Bois, il commento mortale esiste eccome. Nel 2003 ho fatto chiudere uno che poi dopo un po’ ha riaperto e ora è blogstar (ha copia incollato il mio commento nel suo ultimo post, giuro). Non posso dire altro, anche perché non è che ne vada fierissimo, ero giovane, sai com’è.

Max: March 7th, 2005 3:05 pm

Tra l’altro vi legge sempre… Se ha capito, colgo l’occasione per scusarmi. (Esempio di post-reality).

Max: March 7th, 2005 3:07 pm

> Interessante il tipo 7b, detto compulsivo-sostitutivo alla mm1, in cui, più che inserirsi in una discussione, il commentatore tende a sostituirsi, in modo via via crescente, al blogmaster nella gestione del traffico lettori.

hahaha di questo ho peccato anch’io.
senza fini di accaparramento lettori, pero’.

dr.psycho: March 7th, 2005 4:15 pm

Antonio, mi meraviglio. I miei post esauriscono tutto lo scibile e l’inscibile. Pensavo lo sapessi e li trattassi con la dovuta riverenza. L’eccezione di cui parla max, se ho ben capito, può infatti rientrare nella sottocategoria 1b.

Rebecca: March 7th, 2005 4:46 pm

Caso mai 3b

Max: March 7th, 2005 4:52 pm

Perdonami, Max, pensavo potesse rientrare nella categoria “sfogo offensivo di ragazzetto imberbe in preda ai deliri ormonali”. Scusa, eh, ma il commento non l’ho letto (ma non ci vuoi dare un indizio? Sono curiosa).

Rebecca: March 7th, 2005 4:57 pm

L’indizio (solo quello) te lo do’ per posta elettronica, con preghiera di riservatezza.

Max: March 7th, 2005 5:27 pm

oh ma che sò sti segreti di stato?? mo siamo curiosi jamm

camilla_lo: March 7th, 2005 5:50 pm

E pensare che c’era chi ci metteva solo una faccina..

Fran: March 7th, 2005 6:29 pm

c’era un tizio che mò non mi ricordo il nome del suo blog.. in ogni caso costui lasciava commenti a raffica su tutti i blog esistenti con scritto “uhu!” a caratteri cubitali.
e infatti totalizzava accessi record.

camilla_lo: March 7th, 2005 6:35 pm

la mia esperienza:

io rientro nella seconda categoria: il complimento fine a se stesso (a proposito cara Rebecca, senza accento). Più che altro dovrei dire “il commento fine a se stesso”, nel senso che generalmente mi rompo le palle di leggere i post degli altri, persino di quelli che ho nei feed, che spesso sono post lunghissimi in cui si parla del nulla più totale, allora io cosa faccio, prendo una frase a caso e la commento oppure scrivo semplicemente “sono d’accordo” senza conoscere minimamente l’argomento.

a un post della nota blogstar cinefila (?) marquant, io scrissi “ora ti scriveranno ‘bellissimo, grande!’” ma il caro marquant non si degnò neanche di scomodare internet explorer per visitarmi.
obiettivo fallito.

ah, a proposito: VI AG RA.

goljadkin: March 7th, 2005 10:01 pm

a proposito la vendetta: mo’ ve lo faccio io un bannerino “wannabe” che quelli che ci sono fanno un po’ … così, insomma.
cmq bel blog. ottimo post. ripasserò.

goljadkin: March 7th, 2005 10:02 pm

Goljadkin: innanzitutto, i nostri bannerini sono FI-CHIS-SI-MI. Eppoi, sè stesso, è dalla prima elementare che lo sbaglio e non riesco a mettermelo in testa (comunque ho corretto, grazie).

Rebecca: March 7th, 2005 10:13 pm

ed io dico che se scopate lo fate poco e male. e poi dico che non sapete che vi perdete. e poi ancora che o i due sono “una botta, non di più, veloce e via” o l’una è frigida. e poi ancora che voi servite alle blogstar e loro a voi come il preservativo ritardante per chi soffre di eiaculatio precox, eccioè servite al cazzo ma non servite a un cazzo. e poi concludo omettendo il link perché i vostri lettori sono degli emeriti bambinoni e non li voglio sul mio blog, mi sporcherebbero lo sciainistat…

che tipo di commento sto lasciando?

reBecco: March 7th, 2005 10:51 pm

e quelli che dicono “posso linkarti??”

Yoshi: March 7th, 2005 11:14 pm

cari goljadkin e Rebecca, scusate ma quella del “se stesso” senza accento è una bufala. Cfr, per credere tuttele grammatiche più recenti, per esempio quella di Luca Serianni. “sé stesso” è assolutamente corretto (purché si scriva con l’accento acuto, “sé” e non “sè”), non c’è ragione di eliminare l’accento, e non mi dilungo qui sulle ragioni logiche e grammaticali per cui non c’è motivo di farlo; forse storicamente era uno di quei minuscoli segni di differenziazione che distingueva i semiacculturati dai colti, insomma, una faccenduola sociolinguistica, un modo per separare le classi sociali, per umiliare gli inferiori. Perdonate la lezioncina.
Rebecca, bellissimo il post.
Ma è vero che siete stati voi a fare tutto quel casino su Piperno dalla Lipperini?

me stesso: March 8th, 2005 2:15 am

egregia Rebecca, controlli la Sua posta privata, per piacere.

goljadkin: March 8th, 2005 12:49 pm

brutta cacca arrotolata di cane che non sei altro, dr.psycho, non rubarmi il mio risicato ruolo in questo blog, eh, che ho fatto tanta fatica e ho speso tanti soldini fastweb per assurgere a segreteria telefonica.

voglio dire, compulsivo-sostitutivo alla mm1, mica alla dr.psycho.
pfui!

mm1: March 8th, 2005 9:41 pm

oh, scusa.

dr.psycho: March 8th, 2005 9:46 pm

me stesso a questo ti riferisci, vero?
“La norma ortografica per la quale il pronome “sé ” dovrebbe perdere l’accento se seguito da “stesso” è un’inutile complicazione. La forma “sé ” va accentata, come avviene per altri monosillabi, perché può confondersi in certi contesti con la congiunzione “se”. Non vale osservare che la presenza di “stesso” elimina questa ambiguità: con la stessa logica dovremmo togliere l’accento a “sì” quando costituisce un’unica frase, perché il contesto ci impedisce di pensare al pronome riflessivo “si”. L’uso degli accenti deve rispondere a criteri di massima funzionalità e può sempre essere perfezionato. Ora, se è vero che l’uso attuale è fortemente sbilanciato in favore di “se stesso”, d’altra parte, la forma con accento è contemplata, accanto all’altra, da tutti i grandi dizionari dell’italiano contemporaneo; e uno di essi, il prestigioso Vocabolario della lingua italiana Zingarelli, dall’ediz. 1996, registra molto opportunamente la forma “sé stesso” come “preferibile” rispetto all’altra (in una rubrica intitolata Errori comuni).” Luca Serianni, Italiano: grammatica, sintassi, dubbi.

Antonio Bois: March 8th, 2005 11:16 pm

a me alle lementari mi hanno insegnato se stesso e la mia maestra federica aveva sempre ragione.

mm1: March 9th, 2005 1:11 am

la mia si chiamava signora e dava le sberle.

Antonio Bois: March 9th, 2005 9:47 am

Ah ma a me non me ne frega un cazzo, se trovo un bel blog dico una stronzata a caso e termino con “oh, io linko”.
I miei fans devono trovare dei link ad altri blog interessanti sul mio, sia perchè si fermerebbero solo al mio blog talmente è accattivante, sia perchè così io posso darmi il tono di quella che frequenta blogger di un certo spessore.
E allora faccio tutto in grande stile: aggiungendo il banner di wannabe perderò quel briciolino di dignità che mi è rimasta.
E ci metto pure fuffa e blog aggregator. Sono una newbie wannabe e voglio il premio bloggie.

smokingkills: March 11th, 2005 10:10 pm

ti ho linkato :P

qualcuno ha visto mia nonna?? :D

atom: September 30th, 2005 5:55 pm

uot?

…..

Luther: October 27th, 2005 9:22 am


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