07/03/05
Pensavate che bastasse, mie povere aspiranti blogstar, avere una grafica strepitosa, pubblicare venti interessantissimi post al giorno, e pubblicizzarli con tutti i mezzi possibili sui principali aggregatori? Ma è ovvio, no. Manca ancora una tappa fondamentale: il commento. Commentare su altri blog è l’unico modo che avete per farvi conoscere sul serio ed instaurare rapporti duraturi, che porteranno, un giorno, al bene massimo del link. I commenti sono un ampio insieme che abbraccia diversi tipi di messaggio, dall’insulto al complimento alla dissertazione fisico-matematica. In questo mare magnum orientarsi è difficile, e la dispensa odierna vi sarà utile proprio in questo: nel distinguere per poi utilizzare la forma di commento più adatta alle diverse situazioni.
1. L’insulto («Stronzo!» «Che blog di merda!» «Sei un dito in culo!») Forse uno dei commenti che porta più accessi in assoluto. E’ dimostrato, infatti, che la blogsfera è affollata di creature permalose ed infantili, che rispondono sempre per le rime e, soprattutto, non resistono alla tentazione di vedere la faccia (=homepage) del meschino individuo. Non dimentichiamo poi le schiere di bloggies: verranno tutti, a malincuore, anche sul vostro blog, evitando però di commentare (per la serie ipocrisia in rete: «Sul blog di quello mi rifiuto di andarci»). Purtroppo sono visite transitorie che scompaiono nel momento stesso in cui smettete con gli insulti, o anche nel caso continuiate troppo a lungo (ricordate: la blogsfera che conta, e relativi bloggies, non annovera più di duecento individui: basterà una settimana a conoscervi ed evitarvi).
2. Il complimento fine a se stesso(«Bel blog!» «Ripasserò!» «Ottimo post!») Viene notato (se viene notato) esclusivamente dal possessore del blog, e dimenticato in circa 9 secondi (durata della memoria a breve termine). Nei casi migliori riceverete un grazie che si perderà nel flusso dei commenti successivi. Superfluo, da evitare in gran numero se non volete entrare nel circolo vizioso dei bloggies.
3. La critica Una critica equivale a una lusinga e non lascerà indifferente l’autore, né i lettori del blog. Verranno subito da voi, se non a rispondere, per lo meno a dare un’occhiata. Se la critica è positiva, poi (modalità consigliata), vi sarete guadagnati almeno un link a breve termine (una settimana). Se negativa, una marea di insulti o - nella minoranza dei casi - di critiche, e, se possibile, un numero ancor più alto di accessi («Vediamo stamattina che ha da dire quel coglione»).
4. Lo spam («Vieni a vedere il mio sito!» «Parlo dello stesso argomento in questo post») Se non vi cancellano il commento, riceverete una marea d’insulti (sul blog spammato, non sul vostro: non vi daranno mai la soddisfazione neanche di cliccare) e nessun link. Porta pochi accessi transitori, meglio evitare (e poi, scusate, da quando in qua le blogstar spammano?).
5. Il commento logorroico A meno che non si tratti di un pettegolezzo sui noti personaggi della blogsfera, o di uno strepitoso (nota bene: strepitoso) aneddoto sessuale, nessuno lo leggerà mai. Siate sintetici.
6. Digressione riguardante l’argomento del post Il commento più raro (anche se non troppo raro) che si possa incontrare, in quanto solitamente il lettore medio prende una parola a caso dai post (meglio se riguardante argomenti porno), e ne approfitta per far nascere discussioni su temi a lui più congeniali. Questo atteggiamento demoralizza il blogmaster, perciò un commento pertinente non potrà che fargli piacere. Tende però ad essere ignorato dal lettore medio proprio per i motivi appena esposti. Ideale se miscelato con un buon numero di commenti di tipo 7.
7. Risposta a un commento facente parte di una discussione nata nei commenti (v. anche: quant’è bella la forumizzazione) Nei casi in cui non vi prenderanno per un rompiballe invasivo, questo tipo di commento è, all’opposto del precedente, efficace coi lettori, per loro natura portati allo sproloquio, molto di meno con l’autore, per sua natura demoralizzato dallo sproloquio. Vi permetterà di stringere importanti amicizie (link, accessi). Interessante il tipo 7b, detto compulsivo-sostitutivo alla mm1, in cui, più che inserirsi in una discussione, il commentatore tende a sostituirsi, in modo via via crescente, al blogmaster nella gestione del traffico lettori.
8. Commento-tanto-per-dire-qualcosa («Che si dice in giro?» «Qualcuno ha visto mia nonna?») Se avete tempo da perdere. Ogni commento di questo tipo porta in media 0.9 accessi al vostro blog; la media varia in rapporto all’importanza e al quoziente intellettivo del blogger commentato: se pari a quello di un paguro, è probabile che vi risponderà, credendo di riconoscere, in voi, un luminare di rara saggezza.
La prossima settimana per cercare di esaurire in modo più chiaro e completo possibile questo argomento, relazionerò tipi di commento a diversi tipi di blog. Non dimenticate, nel frattempo, che siete ancora in tempo per mettere sul vostro template il super-trendy bannerino di Wannabe a Blogstar (cliccate sull’immagine per il codice da incollare), disponibile anche nelle versioni pink e white.
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